Dignitas infinita: “non esiste peggiore povertà di quella che priva del lavoro e della dignità del lavoro”

“Uno dei fenomeni che contribuisce considerevolmente a negare la dignità di tanti esseri umani è la povertà estrema, legata all’ineguale distribuzione della ricchezza”. È quanto si legge nella quarta parte della Dichiarazione “Dignitas infinita”, del Dicastero per la Dottrina della Fede. Nel testo, sulla scorta di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, si mette l’accento sull’aumento delle disuguaglianze e si contesta la “distinzione sommaria tra Paesi ricchi e Paesi poveri”.  “Nei Paesi ricchi nuove categorie sociali si impoveriscono e nascono nuove povertà”, osserva il Dicastero, mentre “in aree più povere alcuni gruppi godono di una sorta di supersviluppo dissipatore e consumistico che contrasta in modo inaccettabile con perduranti situazioni di miseria disumanizzante”. Continua, in questo modo, “lo scandalo di disuguaglianze clamorose, dove la dignità dei poveri viene doppiamente negata, sia per la mancanza di risorse a disposizione per soddisfare i loro bisogni primari, sia per l’indifferenza con cui sono trattati da coloro che vivono accanto a loro”. Con Papa Francesco si deve pertanto concludere che “è aumentata la ricchezza, ma senza equità, e così ciò che accade è che nascono nuove povertà”. La povertà, infatti, “si diffonde in molti modi, come nell’ossessione di ridurre i costi del lavoro, senza rendersi conto delle gravi conseguenze che ciò provoca, perché la disoccupazione che si produce ha come effetto diretto di allargare i confini della povertà”. “Non esiste peggiore povertà di quella che priva del lavoro e della dignità del lavoro”, tuona il Papa: “Se alcuni sono nati in un Paese o in una famiglia dove hanno meno possibilità di sviluppo, bisogna riconoscere che ciò è in contrasto con la loro dignità, che è esattamente la stessa di quelli che sono nati in una famiglia o in un Paese ricco”, si legge nel testo, in cui si fa notare che “tutti siamo responsabili, sebbene in diversi gradi, di questa palese iniquità”.

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