Università Cattolica: Piacenza, inaugurato l’anno accademico con Brunello Cucinelli

(Foto: Università Cattolica)

È l’idea di concretezza “la cifra teorica ed esistenziale” che coglie meglio l’essenza di “un Ateneo profondamente radicato nel suo territorio e nella sua storia ma che è, al contempo, allineato alla frontiera più avanzata della ricerca e impegnato nell’assicurare ai propri studenti l’opportunità di una formazione di respiro internazionale”. Il rettore Franco Anelli ricorda l’importanza della concretezza nel discorso per l’inaugurazione dell’anno accademico nel campus di Piacenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, “la virtù del mondo contadino, di coloro che ogni giorno devono intraprendere una difficile operazione di mediazione con la natura per trarne la sussistenza con fatica, ma soprattutto con sapienza”. Concretezza significa “autenticità” e ad essa sono associate, istintivamente, onestà, schiettezza, senso pratico.
L’”economia della concretezza” mette in risalto “un modello di interazione culturale tra l’Ateneo e la società”. Nelle parole del rettore emerge “la dimensione glocal” del campus piacentino e dei suoi corsi di laurea, “la capacità di una università insediata in una città non metropolitana di aprire varchi” per permettere ai propri studenti di avere orizzonti sempre più vasti.
In questo contesto, le Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali, di Economia e Giurisprudenza e di Scienze della formazione si distinguono per “il continuo aggiornamento dell’offerta formativa e per la spinta verso l’internazionalizzazione”. Parallelamente, Anelli rammenta la seconda missione ha assicurato nell’ultimo anno 183 nuovi progetti, “per un investimento totale in attività di ricerca pari ad oltre 10 milioni di euro, con una crescita rispetto all’anno precedente del 36%”, mentre la ricerca competitiva, sostenuta tramite la partecipazione a bandi nazionali e internazionali, ha conseguito finanziamenti per oltre 7 milioni di euro e una crescita rispetto all’anno precedente del 115%.

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Dopo la celebrazione eucaristica presieduta da Adriano Cevolotto, vescovo di Piacenza-Bobbio, Brunello Cucinelli, nella sua lectio “Verso un umanesimo universale: riflessione sui giovani, la speranza e la provvidenza”, invita a guardare il cielo, sia spirituale sia fisico. Il presidente esecutivo e direttore creativo della casa di moda da lui fondata nel borgo medioevale di Solomeo elogia l’Italia. “Siamo la settima potenza mondiale, osservati da tutti, e la qualità del nostro settore manifatturiero è tra le migliori del mondo”. Secondo l’imprenditore, l’esigenza di fondo è capire come i lavoratori tornino ad avere “dignità morale ed economica”.

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Cucinelli racconta le origini della sua impresa: «Fino a 15 anni ho vissuto in campagna con la mia famiglia, in povertà, senza luce in casa e in equilibrio con il creato. Poi mio padre ha trovato lavoro in città. Lì ho capito quanto fosse importante la dignità delle persone”.
Agli studenti l’imprenditore consiglia di “studiare il giusto”, perché c’è “un’intelligenza da studio e una dell’anima: puntate anche sulla seconda, vi permetterà di fare la differenza”. Cucinelli consiglia a chi lo ascolta di “abbandonare la paura, per sostituirla con la speranza e la provvidenza”.

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