Ramadan: mons. Cipolla (Padova), “possa la preghiera ridonarci la pace”

“L’augurio che formulo per voi e per tutte le persone è di poter essere trasformati dalla preghiera. E che il nostro andare con la preghiera a Dio ci doni una nuova umanità, rinnovata nella memoria, nei gesti, nelle parole e nei pensieri. Possa la preghiera ridonarci la pace”. Si conclude con queste parole il messaggio che il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, ha rivolto in occasione dell’inizio del Ramadan ai fratelli e alle sorelle delle comunità musulmane che vivono accanto alle comunità cristiane della Chiesa di Padova.
“Desidero raggiungervi anch’io – spiega il presule – con un messaggio di augurio in questo inizio del sacro mese di Ramadan. Lo faccio con stima, pensando all’impegno che accompagnerà questi importanti giorni, vissuti nella pratica del digiuno, della preghiera e nella lettura del Corano. Sarà un’occasione per rinsaldare i legami di fede e per orientare le vostre Comunità alla ricerca di Dio e della sua volontà”. “E a questa volontà – prosegue il vescovo – vogliamo guardare assieme, cristiani e musulmani, in questo tempo assetato di pace, di concordia e di fraternità. L’auspicio che formulavo, scrivendovi lo scorso anno, era la fine della guerra in Ucraina. Quest’anno, non solo la guerra non è finita, ma un nuovo conflitto è iniziato. Un conflitto che reca offesa a quella terra a noi tutti tanto cara e santa e che custodisce le memorie delle tre grandi religioni abramitiche: ebraismo, cristianesimo e islam”. “Quanti nel mondo – osserva mons. Cipolla – credono, con fede e speranza, s’interrogano nella preghiera: ‘Perché Signore? Perché nel tuo misterioso disegno hai permesso questo dolore e l’uomo non sa porre limiti all’odio e alla violenza? Perché Signore, Dio giusto e clemente, che conosci il cuore dell’uomo, non c’è pace per questa umanità?’”. “Si tratta di domande che proprio in forza del nostro dirci credenti – sottolinea il vescovo – dobbiamo raccogliere ed esprimere nella preghiera che è il modo datoci da Dio per far crescere la nostra vita nella sua volontà. Infatti, la preghiera ci aiuta a capire e a ritrovare il senso smarrito del nostro camminare. La preghiera è una strada maestra che ci riporta a Dio”. “Ma è anche sentiero che ci riconduce a noi stessi”, evidenzia mons. Cipolla. “Sono convinto che anche questo sia un aspetto che va sottolineato e valorizzato in ogni fede. La preghiera sincera, infatti, ci aiuta a ritornare non solo credenti ma anche umani. Ci allontana dalle ambizioni e dall’odio, dalla superbia e dal rancore. Eleva la mente e purifica il cuore. È storia raccolta, illuminata e riorientata verso il bene comune. È una guida sicura – aggiunge – per ricondurci alla nostra identità di creature volute da Dio, di fedeli guidati da valori più alti, fratelli tutti uniti in un’unica umanità senza confini”.

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