Alcide De Gasperi: Girelli (Centro studi sociali), “valido anche oggi il suo appello alla ‘concordia nazionale’ per affrontare le gravi emergenze”

“Anche oggi un po’ più di ‘concordia nazionale’ di fronte ad una multiforme crisi che viene giudicata la più grave dal dopoguerra, sarebbe essenziale per far fonte ai problemi concreti, senza perdersi in sterili dialettiche oratorie”. Lo afferma Giorgio Girelli, coordinatore del Centro studi sociali “A. De Gasperi”, che in occasione del 68° anniversario della scomparsa dello statista trentino, ripropone uno dei suoi interventi meno noti, quello pronunciato il 15 febbraio 1948 ai giovani DC alla basilica di Massenzio a Roma. “Molti punti di quel ragionamento – osserva Girelli – richiamano l’attualità. Innanzitutto la pace ed i rapporti con Russia e Stati Uniti”. Contestando le accuse dell’Urss all’Italia di essere asservita all’imperialismo americano, De Gasperi precisava che “noi vogliamo buoni rapporti con la Russia e speriamo che essa abbia buoni rapporti con noi”. Aggiungendo però: “Non possiamo accettare il principio che da parte del bolscevismo venga organizzata e alimentata una quinta colonna entro la nostra nazione. Non possiamo ammettere che la politica interna italiana venga manovrata da qualsiasi comitato internazionale”. E, sugli Stati Uniti, De Gasperi osservava che “nessuno fa nulla per solo sentimento e anche l’America fa i suoi calcoli”. Nell’autunno del 1947 mancavano 25 milioni di quintali di grano solo “per mantenere le attuali razioni ridotte”. Ma senza l’America, spiegava De Gasperi, che “ci avesse dato grano e carbone (gratis) non saremmo riusciti a salvamento”. “Alleati dunque a schiena dritta, portatori di reciproci comuni interessi”, osserva Girelli. “Altro che – prosegue citando De Gasperi – ‘governo dello straniero, della miseria, della reazione, e della guerra’ come sosteneva un comunicato (14 novembre 1947) del Partito comunista italiano”. “Anche allora, come oggi, le gravi emergenze da affrontare richiedevano ‘concordia nazionale’”, sottolinea Girelli: “Quanto meno questa era la aspirazione di De Gasperi il cui partito, la DC, tendeva ‘ad interpretare le esigenze e le sofferenze della Patria’. L’appello dello statista trentino era rivolto a tutte le categorie del Paese”. “Le maggiori difficoltà – conclude – da De Gasperi, con l’aiuto di Einaudi, Pella, Scelba ed altri eccellenti statisti, furono superate”.

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