Giornata vittime tratta e schiavitù: don Bonaiuto (Apg23), “l’orrore si rinnova”

“Il filo rosso della sofferenza e dell’ingiustizia unisce la tratta di esseri umani di ieri con quella attuale”. Lo ricorda don Aldo Bonaiuto, fondatore di Interris.it e sacerdote anti-tratta della Comunità Papa Giovanni XXIII, in occasione della Giornata internazionale in ricordo delle vittime delle schiavitù e della tratta transatlantica degli schiavi che si celebra oggi. La ricorrenza è stata istituita nel 2007 dalle Nazioni Unite “per commemorare i milioni di vittime di questo turpe e disumano traffico e per avvertire il mondo del tragico rinnovarsi di una tragedia mai superata”. “A secoli di distanza dalle navi negriere che solcavano la rotta oceanica con il loro carico di violenza e sopraffazione – dice -, i mercanti di creature indifese sono più che mai attivi. E sfruttano la disperazione di chi fugge da guerre, persecuzioni e povertà assoluta. Le nuove forme di schiavitù irrorano di innocenti i campi del caporalato e le strade della prostituzione coatta. I racket della criminalità organizzata trasformano in manovalanza e merci di scambio le odierne vittime della tratta”. “A indurci a non dimenticare le vittime di ieri e di oggi della tratta – sottolinea – e a porre all’attenzione della coscienza individuale e collettivo questa eterna piaga sono, come sottolinea il Papa, le storie che sono dietro i numeri sconvolgenti di un fenomeno globale. Affinché ‘si possa capire che senza fermare una così alta domanda dei clienti non si potrà efficacemente contrastare lo sfruttamento e l’umiliazione di vite innocenti'”.
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