Reddito di cittadinanza: Acli, “non va eliminato ma migliorato e rafforzato”

Nella Giornata internazionale per l’eradicazione della povertà, le Acli rafforzano il loro impegno nel combattere ogni forma di povertà ed emarginazione sociale. Sono circa 5,6 milioni – viene ricordato in una nota – i poveri in Italia, il 7,7% delle famiglie residenti in Italia, nel 2021. Una piaga che non risparmia nessuno e colpisce ben 1,4 milioni di bambini e il 32,4% degli stranieri residenti. “La crisi energetica, dovuta alla guerra in Ucraina, rischia di complicare ancora di più questo quadro e può generare un effetto a catena di vaste proporzioni, le cui conseguenze si faranno sentire anche su altre forme di disagio, come la povertà alimentare, quella educativa e perfino quelle sanitaria e farmaceutica”, afferma Antonio Russo, vicepresidente nazionale Acli. Le Acli, promotrici dell’Alleanza contro la povertà in Italia, sostengono che il Reddito di cittadinanza non possa essere eliminato. Negli ultimi anni questo sostegno economico ha tutelato centinaia di migliaia di famiglie, evitando a un milione di persone di cadere in povertà estrema. “Il RdC andrebbe migliorato e rafforzato, così come indicato dalle associazioni aderenti all’Alleanza contro la povertà: migliorando la scala di equivalenza, che attualmente penalizza le famiglie con più figli; riducendo il tempo di residenza degli immigrati che chiedono di accedere al RdC, da 10 a due anni; rendendo più flessibile il vincolo sui patrimoni mobiliari”, continua Russo. Inoltre, “occorre rimuovere gli attuali automatismi della presa in carico tra Centri per l’impiego e Comuni, rafforzandone la collaborazione; rendere volontaria l’adesione ai Progetti utili alla collettività; prevedere anche la formazione dei beneficiari per aumentarne l’occupabilità; infine, migliorare le compatibilità tra Reddito di cittadinanza e reddito da lavoro”.

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