Povertà ed esclusione sociale: don Pagniello (Caritas), “un tempo in cui tutti siamo chiamati a vivere con responsabilità, noi saremo di stimolo per le Istituzioni”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Il lavoro che abbiamo portato avanti ci dice la scelta di Caritas di leggere la realtà con gli occhi dei poveri. Questo Papa Francesco ce lo ha ricordato nel nostro cinquantesimo. Ed è il nostro primo impegno: leggere la realtà con gli occhi dei poveri, è un contesto molto complesso che ci chiama ad alzare lo sguardo per nutrire speranza e per dare speranza, una speranza creativa. Una speranza che deve guidarci anche nel fare le scelte prioritarie per il nostro Paese”. Lo ha detto, oggi, don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana, concludendo la presentazione, a Roma, del Rapporto su povertà ed esclusione sociale dal titolo “L’anello debole”, curato da Caritas Italiana.
“Il tempo che ci si apre davanti, soprattutto di fronte al nuovo Governo, è un tempo in cui si è chiamati nel discernimento a scegliere le giuste priorità: un compito difficile, ma un compito che le persone che abbiamo delegato a governarci devono assumersi con tanta responsabilità”. Di qui la domanda: “Da chi cominciamo?”. “Credo – ha osservato don Pagniello – che i dati che oggi abbiamo presentato indicano una via, un percorso da fare. C’è una povertà culturale del nostro Paese, facciamo fatica a imparare dalle nostre esperienze, a mettere a sistema quello che la vita ci insegna, quello che, per esempio, la pandemia ci ha insegnato, quello che i giovani continuamente ci chiedono: la voglia del protagonismo dei giovani, che non sono soltanto il futuro, ma sono anche il presente del nostro Paese”. Quindi, ha aggiunto il direttore di Caritas italiana, “credo che il tempo che abbiamo da vivere nei prossimi giorni e mesi è un tempo di equilibrio, ma è anche un tempo nel quale tutti siamo chiamati a vivere con molta responsabilità, a fare la nostra parte e, credo, a farla bene. Noi come Caritas, come rete di 220 Caritas in Italia, saremo sempre dalla parte dei più poveri, ci prendiamo la responsabilità di accompagnarli e ad esigere quei diritti di cui sono portatori. Le persone che si rivolgono ai nostri Centri di ascolto non sono solo portatori di bisogni, ma anche di diritti e vanno accompagnati anche in questo”. A proposito della sfiducia dei giovani, emersa da una ricerca europea condotta in 10 Paesi in collaborazione con Caritas Europa e Don Bosco international, don Pagniello ha osservato: “I giovani vanno accompagnati e noi come Caritas ci possiamo prendere questa responsabilità, come ci possiamo prendere la responsabilità di stimolo alle Istituzioni”. In particolare, sul Reddito di cittadinanza, il direttore di Caritas italiana ha evidenziato che “sicuramente è stato utile per molte persone del nostro Paese, che va ripensato, va staccato dal tema del lavoro per esempio, ma noi ci saremo per ricordare di quanto c’è bisogno di una forma di reddito per chi oggi non può lavorare e non riesce a soddisfare i propri bisogni. Oggi siamo tutti chiamati a un nuovo stile di vita, cambiare qualcosa penso sia necessari”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori