Unicef: Fore (direttore generale), “nessun bambino è responsabile dell’aumento delle temperature globali, ma saranno loro a pagarne i costi più alti”

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Il rapporto Unicef sulle ricadute dei mutamenti climatici sui minori in tutto il mondo (The Climate Crisis Is a Child Rights Crisis: Introducing the Children’s Climate Risk Index’) rivela fra l’altro “uno scostamento tra dove le emissioni di gas serra vengono generate e dove i bambini stanno subendo gli impatti più significativi dovuti al clima. I P3 paesi ‘a rischio estremamente elevato’ emettono collettivamente solo il 9% delle emissioni globali di Co2. I 10 Paesi con le emissioni più alte producono insieme quasi il 70% delle emissioni globali. Solo uno di questi Paesi è classificato come a rischio estremamente elevato nell’indice”. “Il cambiamento climatico è profondamente iniquo: nessun bambino è responsabile dell’aumento delle temperature globali, ma saranno loro a pagare i costi più alti e i bambini dei Paesi meno responsabili soffriranno più di tutti”, dichiara Henrietta Fore, direttore generale dell’Unicef. “Ma c’è ancora tempo per agire. Migliorare l’accesso dei bambini ai servizi essenziali, come l’acqua e i servizi igienici, la salute e l’istruzione, può aumentare significativamente la loro capacità di sopravvivere a questi pericoli climatici. L’Unicef esorta i governi e le imprese ad ascoltare i bambini e a dare priorità alle azioni che li proteggono dagli impatti, accelerando al contempo il lavoro per ridurre drasticamente le emissioni di gas serra”.
Secondo l’Unicef, “senza l’azione urgente necessaria per ridurre le emissioni di gas serra, i bambini continueranno a soffrire di più. Rispetto agli adulti, i bambini hanno bisogno di più cibo e acqua per unità di peso corporeo, sono meno capaci di sopravvivere a eventi meteorologici estremi e sono maggiormente suscettibili alle sostanze chimiche tossiche, ai cambiamenti di temperatura e alle malattie, tra gli altri fattori”.
“I movimenti dei giovani attivisti per il clima continueranno a crescere e a lottare per ciò che è giusto, perché non abbiamo altra scelta”, hanno dichiarato Farzana Faruk Jhumu (Bangladesh), Eric Njuguna (Kenya), Adriana Calderón (Messico) e Greta Thunberg (Svezia) di Fridays for Future, che hanno scritto la prefazione del rapporto e si uniscono per sostenerne il lancio. “Dobbiamo sapere a che punto siamo, affrontare il cambiamento climatico come una crisi, quale è, e agire con l’urgenza necessaria per assicurare che i bambini di oggi ereditino un pianeta vivibile”.

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