Francia: attacco terroristico a Rambouillet. Mons. Crepy (vescovo di Versailles), “no a violenza per essere costruttori di pace e comunione”

(Foto ANSA/SIR)

Dolore, tristezza, indignazione ma anche omaggio alle forze di polizia e a tutti coloro che sono “là dove vivono, costruttori di pace e comunione”. È quanto esprimono oggi i vescovi francesi all’indomani dell’attacco terroristico avvenuto a Rambouillet (Yvelines), cittadina di 26mila abitanti a 60 chilometri da Parigi, che è purtroppo costato la vita di una funzionaria di 48 anni. Il primo a prendere la parola con un comunicato è il vescovo di Versailles mons. Luc Crepy che parla di “un assassinio vigliacco” e assicura “alla famiglia” di Stéphanie e ai suoi colleghi “la mia preghiera e la mia indignazione”. “Ancora una volta – scrive il vescovo – il terrorismo colpisce nelle nostre case. Desidero ribadire il mio pieno sostegno a coloro che combattono instancabilmente contro questo male, in particolare le nostre forze dell’ordine. Voglio anche incoraggiare tutti coloro che rifiutano la violenza e cercano, là dove vivono, di essere costruttori di pace e comunione”. Secondo le prime testimonianze, l’aggressore, un cittadino tunisino di 36 anni, sconosciuto alla polizia e all’intelligence territoriale e in situazione regolare, prima di colpire a morte la poliziotta, avrebbe gridato “Allah Akbar”. Anche il presidente della Conferenza episcopale francese ha espresso “grande tristezza” per quanto avvenuto a Rambouillet ed ha assicurato alla famiglia della vittima e a tutti i funzionari di polizia preghiere e solidarietà. Dalla Conferenza episcopale un pensiero particolare va anche “a tutte le forze di sicurezza che ci proteggono e affrontano questa violenza cieca e imprevedibile. Omaggio a coloro che ci custodiscono e ci liberano dalla paura, dal sospetto e dalla violenza fino a rischiare la loro stessa vita”.

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