Romania: un anziano su quattro completamente solo. Situazione aggravata dal Covid. Dinu (Niciodata Singur), “pandemia della solitudine”

foto SIR/Marco Calvarese

Sono circa mezzo milione gli anziani in Romania che si trovano in un “alto livello di solitudine”, secondo uno studio realizzato dall’Associazione romena “Niciodată Singur” (Mai solo). Una su quattro persone di oltre 65 anni non ha più nessuno, tre su dieci non hanno con chi socializzare e a chi chiedere aiuto, uno su quattro ha la salute peggiorata a causa della solitudine, 28% parlano con al massimo quattro persone in un mese, il 50% non riceve sufficiente aiuto dai famigliari o dalla comunità. La situazione si è aggravata negli ultimi due anni, a causa della pandemia di coronavirus. Lo stato precario della salute e anche la pandemia costringono tanti anziani a trascorrere tempo all’interno della casa, con attività casalinghe o guardando la tv. Circa un quarto degli anziani esce raramente da casa, il 43% esce intorno all’abitazione o in un parco, e solo il 27% svolge attività all’esterno dell’abitazione. “I nostri anziani oltre a sentirsi soli, vorrebbero essere ancora utili e visibili per la società. La solitudine porta alla depressione e al degrado della salute, che conduce, tante volte, alla morte prematura”, avverte Cătălin Dinu, direttore dell’associazione. “Oltre la pandemia che tutti stiamo affrontando – si legge in un comunicato stampa dell’associazione –, c’è una pandemia della solitudine, con la quale gli anziani lottano ogni giorno, che li priva di dignità e degrada in modo irreversibile il loro stato di salute. Per tanti anziani che non hanno più nessuno, l’isolamento non finisce mai”.

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