Croazia: un anno fa il terremoto. Case-speranza per gli sfollati dalla Caritas e 8 milioni di euro di aiuti, ma la ripresa è lenta

(Foto: Facebook diocesi di Sisak)

Alla vigilia dell’anniversario del devastante terremoto di Petrinja, regione di Sisak (Croazia), accaduto il 29 dicembre 2020, con magnitudo 6,2, le conseguenze del sisma si vedono ancora. Molte persone le cui case erano crollate vivono ancora in container provvisori. Già nei primi giorni dopo la tragedia, la Caritas Sisak aveva distribuito agli sfollati circa 200 container.
Intanto le costruzioni continuano ma c’è bisogno di molti fondi. “Con ogni euro che arriva costruiamo case”, afferma suor Smilja Cirko, presidente della Commissione per il terremoto della diocesi di Sisak, interpellata dalla Rete cattolica croata. A suo avviso “rimane ancora molto da fare e la gente inizia a perdere la speranza perché la ripresa e le costruzioni sono lente ed esigono tempo”. Intanto il resoconto per il 2021 è di circa 8 milioni di euro di aiuti in cibo, materiale igienico e altre forme di assistenza raccolti e distribuiti dalla Caritas Sisak. Cruciale ruolo nei soccorsi e nella distribuzione degli aiuti hanno avuto gli oltre 3mila volontari perché, spiega ancora suor Cirko, “è stato difficile trovare i bisognosi e individuare le loro necessità”.
Attualmente Caritas Sisak sta portando avanti progetti di aiuto per anziani soli, per cui finora sono state costruiti 29 alloggi e l’ultimo progetto è per famiglie con più di 5 figli che necessitano di maggior spazio e per loro sono state già predisposte tre case. Nelle zone di campagna della diocesi di Sisak invece la Caritas ha avviato il progetto “Case della speranza”, che prevede la costruzione di 63 case di legno per uso temporaneo, in modo che le persone possano rimanere ad abitare vicino alle loro vecchie case per poter continuare a coltivare la propria terra.

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