Diocesi: mons. Semeraro (Albano), “l’Assunta sia confortante segno di speranza”, In estate “attenzione, vicinanza e preghiera” per chi soffre

foto SIR/Marco Calvarese

“L’Assunzione è, con quella dell’Immacolata Concezione, la solennità mariana più sentita tra la nostra gente, al di là delle locali memorie mariane. Non ha, certo, l’intimità di quella anche a motivo della sua vicinanza con le feste natalizie, che in qualche modo annuncia e inaugura; il contesto estivo, d’altra parte, nel quale la festa dell’Assunta ricorre, distrae un po’ dal suo intrinseco valore e significato”. È un passaggio della riflessione del vescovo di Albano, mons. Marcello Semeraro, nella prossimità della festa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria (15 agosto).
Ricordando la più antica omelia mariana che ci parli dell’Assunzione, quella di Teoteknos vescovo di Livia in Palestina (VI secolo), mons. Semeraro sottolinea che “la Santa Madre di Dio assunta nella gloria non è stata allontanata da noi: il Padre del cielo, anzi, ce l’ha resa così ancora più vicina. La sua corporeità glorificata (a immagine di quella di Gesù risorto e asceso al cielo) è ormai sganciata dalle leggi della materia, dai condizionamenti del tempo e dello spazio”. Per questo, aggiunge, “Maria assunta in cielo può raggiungerci dappertutto e in ogni momento standoci sempre accanto come madre da invocare e come sorella che comprende le nostre gioie e le nostre ansie”.
Per il presule, “c’è un altro aspetto che la fede della Chiesa ci richiama quando parla di Maria assunta in cielo ed è quello che richiama il valore del corpo e della vita umana. È un tema sempre attuale, messo in luce anche dal Papa Pio XII quando, settant’anni or sono (1° novembre 1950), formulò solennemente quella fede. Disse: ‘Sia posto dinanzi agli occhi di tutti in modo luminosissimo a quale eccelso scopo le anime e i corpi siano destinati”.
In questa prospettiva è anche l'”augurio” del vescovo: “I giorni estivi hanno per tanti il gusto delle ferie e del (meritato) riposo. Lo auguro anche a voi. Non vogliamo, però, dimenticare anche i tanti altri, per i quali – e le ragioni sono le più diverse: dalla solitudine, alla malattia, alle difficoltà quotidiane – il sapore dell’estate non è esattamente lo stesso. Siano sempre i nostri, gesti di attenzione, di vicinanza e di preghiera”. Mons. Semeraro, quindi, conclude: “Per tutti la Madonna Assunta in cielo sia confortante segno di speranza”.

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