Povertà: Rossini (Acli), “regionalismo differenziato occasione per costruire un welfare territoriale”

“Per combattere la povertà serve un welfare di prossimità con la capacità di collaborare con i diversi livelli istituzionali attraverso una sussidiarietà orizzontale, che impegni gli enti locali in un costruttivo confronto, in particolare con il Terzo settore”. Lo ha detto oggi, a Roma, Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli, durante il convegno che traccia il bilancio del progetto WelfareLab, cofinanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e promosso da Acli, Cta, Next e UsAcli. “Proprio la connessione tra le reti – ha sottolineato Rossini – è stata il punto di forza del progetto WelfareLab. Le reti sono fondamentali anche per la riuscita dei percorsi di inclusione previsti dal Reddito di cittadinanza”. Secondo il presidente delle Acli, “l’impegno del governo ad attuare un processo di un regionalismo differenziato e, quindi, a definire attraverso una legge quadro gli ambiti nei quali le regioni possono esercitare maggiore autonomia legislativa ed esecutiva conferma la necessità di individuare i livelli essenziali delle prestazioni come strumento per garantire l’esigibilità dei diritti fondamentali in ogni luogo del Paese”.
Al convegno, in corso presso la sede del Cnel, partecipano anche Leonardo Becchetti, fondatore di Next, e Stanislao Di Piazza, sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. WelfareLab, spiega una nota, “è un progetto di contrasto alla povertà relativa con un piano di interventi volti a far valere i diritti, a ricevere un aiuto materiale attraverso progetti di riuso e recupero delle eccedenze e dei beni di prima necessità, ma anche a permettere l’accesso gratuito a servizi e iniziative in ambito educativo, formativo, sportivo e turistico attivando forme innovative di welfare che integra enti pubblici, Terzo settore e aziende”.
In questi primi 20 mesi “il totale delle famiglie beneficiarie del progetto è di 1.934, pari a circa 6.000 persone coinvolte in 27 province. Tra i servizi offerti si contano 577 servizi di segretariato sociale, informazione e consulenza; 385 assegnazioni di beni materiali; 186 servizi di accompagnamento al lavoro; 225 percorsi sportivi; 206 attività legate a percorsi formativi, educativi, educativo-sportivi e 61 attività associative, ricreative e di turismo sociale”.

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