Terra Santa: p. Patton (Custode), “esiste un virus più pericoloso del Covid, quello dell’indifferenza reciproca”

È stato un pellegrinaggio ‘a numero chiuso’ – a causa delle restrizioni dovute al Coronavirus – quello vissuto sabato 10 ottobre a Cafarnao da padre Francesco Patton, Custode di Terra Santa, insieme ad alcuni frati francescani, a mons. Leopoldo Girelli, nunzio apostolico in Israele e delegato apostolico in Gerusalemme e Palestina, e a sacerdoti di varie comunità religiose in Terra Santa. La “città di Gesù”, che accoglie ogni anno migliaia di pellegrini da tutto il mondo, è chiusa a causa della Pandemia. Ma da qui “è partito comunque un messaggio di speranza” come ha messo in evidenza da padre Patton le cui parole sono state rilanciate dal sito della Custodia di Terra Santa. “Sappiamo che qui a Cafarnao, in riva al lago, nella Sinagoga e nella casa di Pietro, Gesù opera molti prodigi; di fatto la festa che noi celebriamo, è quella della presenza, della predicazione e dei prodigi che Gesù ha operato a Cafarnao. Questi prodigi nascono a volte per suscitare la fede, per incoraggiare a credere; a volte questi prodigi invece sono in qualche modo possibili, solo se uno crede in Lui; ad esempio quello della pesca miracolosa, o quello del centurione, che viene da Gesù per la guarigione del proprio servo, o quello della Resurrezione della figlia di Giairo, il capo della Sinagoga, o ancora quella donna che era afflitta da emorragia. Quindi – ha continuato il Custode – la fede fa nascere, permette a Gesù di operare i miracoli e al tempo stesso i miracoli di Gesù rafforzano la fede nelle persone, che capiscono che attraverso di Lui , Dio è presente, il regno di Dio è presente e accogliendo Lui , si accoglie Dio e il suo regno”. Per il Custode, “imparare a fidarsi di Gesù è la lezione più grande. Poi un’altra lezione che viene a noi in tempo di Coronavirus è quella dell’esistenza di un virus più pericoloso del Covid, quello dell’indifferenza reciproca, il virus della mancanza di fiducia, di amore. Lo stesso Papa Francesco nella sua ultima enciclica, ‘Fratelli tutti’, l’ha sottolineato ed evidenziato. Cafarnao – ha concluso p. Patton – ci dice che dobbiamo chiedere di essere guariti non solo dai mali fisici ma soprattutto da questi mali interiori e questi mali che vanno a toccare la nostra capacità di entrare in relazione uni con gli altri e anche con Dio”.

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