Ue: nuove norme per proteggere i lavoratori dalle sostanze cancerogene. Minzatu, “tumore non può essere un prezzo da pagare”

Si è praticamente concluso l’iter per la sesta revisione della Direttiva sulle sostanze cancerogene, mutagene e reprotossiche (Cmrd), quelle sostanze cioè che potrebbero causare altri 1.700 casi di cancro ai polmoni e 19.000 malattie professionali, con relativi costi sui sistemi sanitari. La nuova direttiva che ha avuto parere positivo da Parlamento e Consiglio e che quindi dovrà essere formalmente adottata per entrare in vigore, pone limiti di esposizione protettivi per le sostanze ad alto rischio come il cobalto e i composti inorganici del cobalto utilizzati nella produzione di batterie di magneti e metalli duri, per gli idrocarburi policiclici aromatici usati nella produzione di acciaio, ferro e alluminio, per l’1,4-diossano usato nella produzione chimica e tessile e presente in alcuni detersivi per la casa, e infine l’isoprene che si trova nell’industria chimica e della gomma. La norma prende anche in considerazione i fumi di saldatura. La revisione è stata proposta nel luglio 2025 dalla Commissione e si basa sul Quadro strategico dell’Ue in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027. “Il cancro non dovrebbe mai essere il prezzo da pagare per un lavoro. Eppure troppi lavoratori in Europa sono ancora esposti a sostanze pericolose semplicemente svolgendo la propria attività lavorativa”, ha constatato Roxana Mînzatu, vicepresidente esecutiva per il lavoro. Con la nuova direttiva si potranno “prevenire malattie evitabili, salvare vite umane e rendere i luoghi di lavoro più sicuri in tutta Europa”.

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