Nel 2025 la raccolta complessiva del gioco d’azzardo in Italia ha raggiunto i 165 miliardi di euro. Sale scommesse, slot, Vlt, gratta e vinci, lotterie e piattaforme online rendono il Paese un “casinò diffuso”, accessibile ovunque e in ogni momento. Di fronte a questa realtà, il Forum delle associazioni familiari ha promosso il convegno “Scommettere sul futuro (quello vero). Riscrivere le regole del gioco d’azzardo per rimettere le persone al centro delle scelte politiche”, presso la Sala Conferenze dell’Associazione della Stampa estera in Italia. Al centro del dibattito, il documento presentato dal Terzo settore con proposte concrete per la regolamentazione del gioco d’azzardo in Italia.
Adriano Bordignon, presidente del Forum delle Associazioni Familiari, ha dichiarato: “L’impatto dell’azzardo sul piano sociale, sanitario ed economico è ormai evidente, con ricadute pesanti su persone, famiglie e comunità. Servono politiche più efficaci di prevenzione e contrasto, che riaffermino il primato della salute e della dignità delle persone rispetto a logiche esclusivamente commerciali. Scommettere sul futuro significa investire sulle persone e sulle famiglie, costruendo un modello di sviluppo che non alimenti fragilità e dipendenze, ma promuova responsabilità, coesione sociale e autentiche opportunità di crescita”.
Andrea Bosi di Avviso Pubblico ha sottolineato: “Gli amministratori degli Enti locali si trovano oggi in prima linea nel fronteggiare gli effetti delle fragilità sociali indotte e amplificate dal gioco d’azzardo patologico. Per questo motivo, chi rappresenta un tale presidio democratico e civile deve essere ascoltato con attenzione, nell’interesse della coesione sociale, della tutela delle persone più esposte e del benessere complessivo delle comunità”.

(Foto Siciliani – Gennari/SIR)
Secondo Maurizio Fiasco, presidente di Alea, “con l’impegno della vasta rete delle associazioni familiari, si fa concreta la speranza di ottenere una de-escalation del gioco d’azzardo in Italia. I confini della sopportabilità sociale e umana erano stati oltrepassati da tempo: 165,3 miliardi di euro di flusso di puntate e scommesse, con l’impegno di 130 milioni di giornate di vita sottratte in un anno alle relazioni interpersonali, agli affetti e alla cura dei figli, costituiscono un danno sistematico che solo l’ottusità (usiamo questa litote) dello Stato non rileva. Ma adesso, con un’osservazione puntuale, competente, impegnata e continuativa si potrà ottenere una svolta nell’orientamento pubblico, scuotendo l’opinione pubblica dall’indifferenza”.
Don Armando Zappolini, portavoce della campagna Mettiamoci in Gioco, ha rilevato: “La maggior parte dei proventi del gioco viene da persone con problematiche economico-sociali, è un dato che ci deve far riflettere. Purtroppo, l’azzardo è animato da una logica di lotta ai poveri e non alla povertà. È lodevole l’attività delle diverse associazioni dirette ad aiutare i dipendenti dall’azzardo ma dobbiamo fare più rete e non può essere una missione della sola Chiesa, l’impegno va esteso anche al di fuori del mondo ecclesiastico. È inoltre prioritario avere i dati ufficiali delle spese per il gioco ma purtroppo non vengono forniti. Sarebbero molto utili per profilare al meglio i soggetti che spendono di più e affrontare a monte il problema. Abbiamo un grande debito di responsabilità che dobbiamo saldare con la nostra società”.