Libano: padre Bou Merhi (Custodia), “restiamo con la nostra gente tra paura e dignità”

(Foto Fondazione Terra Santa)

“Quando si parla di guerra è difficile vedere una luce, se attorno è tutto buio”. Dal sud del Libano arriva la testimonianza di padre Toufic Bou Merhi, francescano della Custodia di Terra Santa e parroco dei cattolici di rito latino in un’area che da Sidone arriva fino alla frontiera con Israele. Un sacerdote rimasto accanto alla sua gente, tra bombardamenti, sfollamenti e una quotidianità segnata dall’incertezza. A riportare la sua testimonianza è la Fondazione Terra Santa (Custodia di Terra Santa). “Si vive in un presente sospeso – racconta il frate – senza poter pensare al futuro e senza radici. Anche piangere i propri morti, per alcune madri, è diventato impossibile”. In questo contesto, il convento francescano di Tiro ha accolto circa 200 sfollati, offrendo riparo in spazi adattati all’emergenza: aule di catechismo e sale usate per le attività sono diventate alloggi di fortuna. “Abbiamo cercato di dare almeno un po’ di dignità a persone che si sentivano a disagio, ridotte a numeri”, riferisce. “Non sappiamo dire di no al bisogno”, afferma, sottolineando uno stile francescano che unisce cristiani e musulmani. “Nel nostro convento i bambini giocano insieme, e a Natale in coro cantano sia chi porta la croce sia chi indossa il velo”. La guerra ha reso alcune comunità irraggiungibili, come quella di Deir Mar Mimas, isolata vicino al confine. “Non posso raggiungere i miei parrocchiani”, spiega il religioso, mentre altre presenze ecclesiali restano accanto ai fedeli. Intanto la vita nel Paese appare divisa: “A Beirut c’è chi frequenta locali e discoteche, mentre al sud i bambini vivono nella paura, con chiese e scuole chiuse”. Nel sud non esistono allarmi: “Si sente solo il rumore della bomba”. E la popolazione si prepara alla fuga tenendo carburante nelle auto. Anche la capitale mostra le contraddizioni del conflitto, con tende di sfollati accanto ai palazzi sul mare. In questo scenario, la presenza della Chiesa resta un punto di riferimento. “Se non ci appoggiamo alla fede – conclude padre Toufic – non possiamo resistere”. Dalla Custodia giunge l’invito a sostenere concretamente l’opera dei frati in Terra Santa destinando il 5×1000 alla Fondazione Terra Santa.

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