Diocesi: Benevento, mons. Autuoro nuovo arcivescovo. Card. Battaglia, “un pastore che ha addosso l’odore delle pecore, un uomo che sa camminare con il popolo”

“Un’attenzione costante verso chi non ha voce, verso le periferie esistenziali che non sono solo luoghi geografici, ma angoli del cuore e della società che spesso preferiamo non vedere. Oggi, consegnandoti alla Chiesa beneventana, sentiamo che Maria ti accompagna come ‘Stella dell’Evangelizzazione’, la stessa che ha guidato i tuoi passi in questi anni intensi vissuti tra noi”. Sono le parole che il cardinale arcivescovo di Napoli Mimmo Battaglia ha rivolto a mons. Michele Autuoro, nominato oggi da Leone XIV arcivescovo di Benevento, in occasione dell’annuncio presso il salone del palazzo arcivescovile, in contemporanea con la Sala Stampa vaticana, alle 12 di oggi.
Esprimendo gratitudine per il cammino nella diocesi di Napoli, il card. Battaglia ha sottolineato: “Hai servito questa Chiesa con una dedizione silenziosa ma trasformativa. Come vescovo ausiliare e prima ancora nei tuoi vari incarichi, non ti sei mai risparmiato. In questi anni, non sei stato solo un mio collaboratore, ma un vero punto di riferimento per i sacerdoti, i religiosi e i laici. La tua presenza discreta, ma profondamente incisiva, ha saputo testimoniare la bellezza di una Chiesa che si fa vicina, che ascolta e che accoglie. Napoli è una diocesi complessa, fatta di straordinarie vette di santità e di abissi di sofferenza. Tu l’hai attraversata con il passo del pellegrino. Ti ringraziamo per come hai saputo ascoltare i presbiteri, per come hai accompagnato le comunità parrocchiali e per la tua capacità di mediare nei momenti di difficoltà. Hai saputo leggere i segni dei tempi in una città che urla il bisogno di speranza, portando sempre una parola di conforto radicata nel Vangelo. Hai imparato e testimoniato che l’autorità nella Chiesa è solo e soltanto servizio”.
Rispetto all’impegno missionario ha aggiunto: “Essere missionari, ci hai insegnato, non significa solo andare lontano, ma vivere ogni incontro come un ‘terra sacra’. Grazie per averci insegnato, con le parole e con l’esempio, che essere missionari è il cuore stesso dell’identità cristiana”.
Il cardinale ha osservato: “Benevento riceve oggi un pastore che ha addosso l’odore delle pecore, un uomo che sa camminare con il popolo, non davanti per distinguersi, ma in mezzo per sostenere e dietro per non lasciare indietro nessuno. Questo stile di prossimità è il dono più grande che porti con te da Napoli: la consapevolezza che il Vangelo o è incarnato o non è”. “Vai in una terra di fede schietta, di tradizioni profonde, ma anche di nuove sfide sociali – ha proseguito -. Il tuo compito sarà quello di essere un ponte. Così come il legame tra Napoli e Benevento è storico e geografico, attraverso la testimonianza di San Gennaro, tu sarai il legame vivente tra queste due realtà. Porta con te la creatività e la resilienza napoletana, ma offri loro la tua capacità di discernimento e la tua carica missionaria. Siamo certi che saprai farti amare sin dal primo istante, perché il tuo linguaggio è quello universale della carità. Non cercherai onori, ma cercherai volti. Non costruirai muri, ma aprirai porte”.
E ha concluso: “Va con coraggio, don Michele. Benevento ti aspetta per scrivere una nuova pagina di amore. E quando il cammino si farà faticoso, ricorda che qui avrai sempre una casa e un popolo che ti vuole bene”.

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