Sudan: Dalle Carbonare (comboniano) ad Acs, “a Khartoum ritorna la comunità cristiana, tra ferite della guerra e speranze di ricostruzione”

Dopo tre anni di guerra, il Sudan resta segnato da una crisi profonda, ma a Khartoum si apre uno spiraglio per la comunità cristiana, che può tornare nella capitale dopo la riconquista da parte dell’esercito. Prima del conflitto i cristiani erano circa un milione; dopo oltre due anni di violenze, la ripresa delle celebrazioni — messe e confessioni — rappresenta un passaggio importante “per voltare pagina”, come sottolinea padre Diego Dalle Carbonare, missionario comboniano, in un colloquio con Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs). Accanto alla dimensione spirituale, restano però profonde le ferite materiali e sociali. Il sistema educativo è tra i più colpiti: scuole svuotate, docenti dispersi o uccisi, studenti costretti alla fuga. “Molti insegnanti e le loro famiglie si sono spostati da un luogo all’altro, alcuni sono fuggiti anche in Sud Sudan”, racconta il missionario, ricordando storie di giovani prossimi alla laurea rimasti senza futuro e di docenti vittime di violenze e torture. Tra le testimonianze, quella di un’insegnante rimasta a Khartoum per assistere la madre anziana. Più volte minacciata da miliziani delle Forze di Supporto Rapido, è riuscita a dissuaderli richiamando frasi del Vangelo, e riferendo che gli aggressori, il giorno seguente, sono tornati per chiederle perdono. Secondo il missionario, la guerra “fa emergere il peggio”, ma non mancano esempi di solidarietà e coraggio. La comunità cristiana ha bisogno di essere accompagnata e sostenuta, anche attraverso la preghiera. Acs continua a supportare la Chiesa locale con diversi progetti: attualmente sono 15 le iniziative attive nel Paese. Resta tuttavia lunga la strada per la ricostruzione, non solo degli edifici, ma del tessuto umano e sociale.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Diocesi