Un’occasione per riflettere sul fenomeno del gioco d’azzardo e dei danni che arreca attraverso la presentazione di un documento “Valutazioni e proposte degli esperti impegnati dal 2016 al 2024 nell’Osservatorio del Ministero della Salute” in vista del decreto legislativo di riordino del gioco d’azzardo “fisico”. C’è stata ieri a Roma, nella Sala conferenza del Senato. Sono intervenuti la senatrice Dolores Bevilacqua, il sociologo Maurizio Fiasco, presidente di Alea, e Onofrio Casciani, referente scientifico per il gioco d’azzardo della Regione Lazio, entrambi ex componenti dell’Osservatorio presso il Ministero della Salute, Massimiliano Dona per l’Unione nazionale consumatori. Gli autori del documento presentato hanno elaborato il testo in base alla esperienza e alla funzione svolta nel soppresso Osservatorio, senza onere alcuno per lo Stato, denunciando, da un lato, l’inarrestabile crescita del consumo di gioco d’azzardo (165,3 miliardi di euro per il 2025), dall’altro, le forti perplessità per le conseguenze sociali e sanitarie suscitate dal decreto legislativo del 2024 per il gioco d’azzardo “a distanza” (online).

(Foto conferenza Senato)
“L’impostazione dell’articolato del decreto legislativo – ha detto Fiasco, riferendosi al decreto legislativo – è pressocché sconosciuto, se non per quello che si sa delle bozze ufficiose circolate a novembre 2024 e un’anticipazione offerta da ‘Il Sole 24 Ore’. Il nostro elaborato si riferisce a quanto risulta dall’evoluzione tra la bozza del novembre 2024 e le anticipazioni riportate dal quotidiano economico”.
Stando a quanto è trapelato circa il decreto legislativo sono molte le criticità rilevate da Fiasco nel suo intervento, come le modifiche alle distanze dai luoghi sensibili e agli orari di apertura. Secondo quanto illustrato durante la conferenza, il testo in discussione prevederebbe distanze ridotte – 100 metri da scuole e centri per le dipendenze per sale gioco e punti scommessa certificati, 200 metri per altri esercizi – oltre a un forte ridimensionamento del potere regolatorio di Comuni e Regioni sugli orari. Fiasco ha criticato anche la proposta di limitare le chiusure delle attività di gioco alla fascia tra le 5 e le 9,30, parlando di una sostanziale operatività quasi continua.
Problematico anche il rapporto tra Regioni e gettito fiscale. Le Regioni dovrebbero ricevere, in base al nuovo decreto legislativo, una quota del gettito derivante dal gioco fisico distribuito sul territorio, per un valore complessivo stimato intorno agli 80 milioni di euro. Una cifra definita dal presidente di Alea “una mancia” rispetto ai costi sociali e sanitari legati alla diffusione del gioco problematico.
Infine, Fiasco ha ricordato che il nuovo decreto legislativo sul gioco fisico in fase di definizione dovrà passare dalla Conferenza unificata Stato-Regioni-Enti locali, dove sarà necessaria l’approvazione unanime delle Regioni e dell’Anci. In caso contrario il testo dovrà essere nuovamente discusso.
Casciani ha espresso forte preoccupazione per il progressivo spostamento del tema dal piano sanitario a quello economico, sottolineando che negli ultimi anni si starebbe assistendo a un progressivo indebolimento delle tutele, anche sul fronte pubblicitario con “continue deroghe” e un ritorno di messaggi promozionali legati al gioco.