Diocesi: Taranto, la festa di san Cataldo unisce i comuni della provincia nel segno della pace

Tornano gli appuntamenti più sentiti dai tarantini, dalla processione per mare del simulacro di san Cataldo, l’8 maggio, al conferimento del Cataldus d’Argento a chi si è distinto in città, fino alla processione a terra del 10 maggio, giorno della festa patronale. La novità pensata dalla diocesi di Taranto per questa edizione dei festeggiamenti patronali è però nel riunire, per la prima volta insieme, le amministrazioni comunali della provincia ionica per invocare la pace tra popoli e comunità. Il 7 maggio terranno un incontro in arcivescovado poi si sposteranno in Cattedrale, per un momento di preghiera e l’offerta dell’olio per la lampada della pace a san Cataldo. Con loro i tre vescovi della metropolia: Ciro Miniero per la diocesi di Taranto, Sabino Iannuzzi per quella di Castellaneta e Vincenzo Pisanello per Oria. Il tema tornerà forte due giorni dopo, il 9 maggio, con un convegno dal titolo ‘Disarmare le parole’ a cui parteciperanno anche padre Ibrahim Faltas, direttore delle diciotto Scuole della Custodia di Terra Santa e l’operatore umanitario Gennaro Giudetti. “La festa – ha detto l’arcivescovo mons. Ciro Miniero nel presentare l’ampio programma – ci permette di esprimere, attraverso l’apertura del cuore, ideali che condividiamo. Imprime nei nostri cuori valori di unità, fraternità, amicizia che continuamente ricerchiamo e che in certi momenti esplodono nello stare insieme. Non può esserci un momento di incontro se non è anche un momento di festa”. Si parte già lunedì 4 maggio con le Giornate cataldiane della Scuola. Gli studenti assisteranno allo spettacolo “La mafia non è musica”, racconto della vita di Peppino Impastato. A seguire la testimonianza della nipote, Luisa Impastato.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa