Mullally incontra Papa Leone XIV: “lo Spirito Santo ci invita a una pratica più profonda di ospitalità tra le nostre Chiese”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Lo Spirito Santo ci invita a una pratica più profonda di ospitalità, non semplicemente come accoglienza, ma come forma di ministero: la disponibilità a fare spazio l’uno all’altro come creature create a immagine di Dio”. Lo ha detto l’arcivescovo di Canterbury, Sarah Mullally, incontrando stamane Papa Leone XIV nell’Aula delle udienze del Palazzo Apostolico, nel terzo giorno del suo pellegrinaggio a Roma. Dopo il colloquio privato e lo scambio di doni, Papa Leone e l’arcivescovo Mullally hanno partecipato insieme alla preghiera dell’Ora Media nella Cappella di Urbano VIII. Nel suo discorso al Pontefice, Mullally ha richiamato il valore del dialogo ecumenico, ricordando lo storico incontro del 1966 tra Paolo VI e l’arcivescovo Michael Ramsey come “momento di profonda svolta nelle relazioni tra le nostre Chiese”. Ha quindi espresso gratitudine per il recente viaggio apostolico di Papa Leone in Africa: “Il mondo aveva bisogno di questo messaggio in questo momento”. Alla delegazione di Lambeth Palace era presente anche l’arcivescovo di Westminster, Richard Moth, copresidente di Churches Together in England, la cui presenza, ha sottolineato Mullally, “riflette il nostro comune impegno ecumenico”.

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