Colombia: almeno 20 morti per attentato bomba lungo la strada Panamericana. Mons. Rodríguez (Cali), “cessino azioni violante, lavorare per riconciliazione”

Desta forte impressione, in tutta la Colombia, il tragico bilancio dell’attentato esplosivo, la cui responsabilità è stata attribuita alla dissidenza delle Farc, avvenuto sabato lungo la via Panamericana, nel tratto che collega Cali a Popayán, nel dipartimento del Cauca. L’attacco è stato perpetrato in una zona denominata El Túnel, nel comune di Cajibío, circa 30 chilometri a nord di Popayán: un cilindro carico di esplosivo che è caduto su un autobus che transitava in quella zona. L’onda d’urto provocata dall’esplosione ha, inoltre, distrutto altri veicoli e ha lasciato un enorme cratere sulla strada, causando la morte di almeno venti persone, tra cui 15 donne, oltre a decine di feriti. Una delle vittime è la nota attivista sociale del Cauca, Patricia Mosquera, leader di origine afro-colombiana. Con lei, secondo Indepaz, il numero di leader sociali assassinati dall’inizio del 2026 sale a 48. Anche i massacri, dall’inizio dell’anno, sempre secondo Indepaz, hanno raggiunto la cifra di 48. Questo è solo l’ultimo di una serie di attentati che stanno, in particolare colpendo i due dipartimenti sud-occidentali di Cauca e Valle del Cauca.
L’arcivescovo di Cali (capoluogo della Valle del Cauca), mons. Luis Fernando Rodríguez Velásquez, esprime il suo “profondo dolore” per i recenti attentati nella Valle del Cauca e del Cauca, in particolare di quello accaduto lungo la via Panamericana, che hanno causato vittime, feriti e un clima di paura nella nostra regione. Nel suo messaggio, l’arcivescovo lancia un appello urgente “affinché cessino queste azioni violente, esortando tutti i a lavorare per una cultura di pace, riconciliazione e rispetto per la vita umana”.

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