A 50 anni dal terremoto del Friuli, arriva in libreria in questi giorni “Dalle macerie la speranza – Scritti sul terremoto del Friuli” (Scholé-Morcelliana), volume a cura di Lorenzo Cardilli e Marco Roncalli che raccoglie i testi più significativi con cui padre David Maria Turoldo raccontò il dolore, la solidarietà e la rinascita della sua terra. L’antologia, con la presentazione di Daniele Parussini, ripercorre la tragedia e la leggendaria ricostruzione friulana, guidata dal celebre motto “Prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese”. Il volume rivela il profilo del religioso come “disturbatore delle coscienze”, poeta e figura etica di riferimento. Come sottolinea Marco Roncalli nell’introduzione: “Turoldo avrebbe continuato a celebrare non solo la resurrezione del Friuli, ma pure a leggervi una sorta di magistero etico per il Paese, ‘E la ricostruzione, almeno morale, dell’Italia, non potrebbe ricominciare proprio dal Friuli?’”. L’analisi dei testi ne evidenzia anche lo spessore intellettuale: Lorenzo Cardilli descrive Turoldo come un “mediatore che tratta col potere, al limite anche quello divino, dando voce ai deboli e ai subalterni senza cancellarne le specificità”. L’autore: David Maria Turoldo (1916 -1992), friulano e legato alla sua terra, entrò giovanissimo tra i Servi di Maria e fu partigiano nella Resistenza. Punto di riferimento nel dopoguerra, spese la sua voce nella fedeltà al Vangelo e agli ultimi.