Dal 1976 al 2026, un arco temporale di cinquant’anni in cui il Friuli non dimentica sé stesso, la sua capacità di rinascere dopo il dramma del terremoto e le motivazioni – anche spirituali e morali – che hanno condotto per mano il processo di ricostruzione. Con questo spirito domani, martedì 8 settembre, le comunità della diocesi di Udine saliranno in pellegrinaggio a Castelmonte, rinnovando ancora una volta quell’affidamento alla Vergine Maria proposto proprio nel 1976 da mons. Alfredo Battisti, “Vescovo del terremoto”. Da allora, ogni anno l’8 settembre la diocesi rinnova il pellegrinaggio a Madone di Mont, aggiungendo quest’anno un doppio sguardo: quello della memoria e quello della prospettiva futura. Il ritrovo dei pellegrini sarà alle 14.30 dinanzi alla chiesa di Carraria, nei pressi del Parco della Lesa di Cividale del Friuli. L’arcivescovo Riccardo Lamba impartirà la benedizione ai pellegrini e poi, insieme a loro, si incamminerà per percorrere i 7 chilometri che separano dal santuario. Alle 17, nel piazzale di Castelmonte, la Messa solenne con i fedeli, al cui termine si rinnoverà l’atto di affidamento della Chiesa diocesana alla Vergine Maria di Castelmonte. È un pellegrinaggio che “appartiene alla storia e alla tradizione della nostra arcidiocesi e di tutto il Friuli”, ha commentato mons. Riccardo Lamba, invitando la popolazione a raggiungere il santuario. “Da allora, questo pellegrinaggio ha rappresentato, per il popolo friulano, il punto di riferimento per ricominciare dopo fatiche e fragilità”.
È uno sguardo, quello di mons. Lamba, che non si sofferma solo al passato, ma spazia al giorno d’oggi e all’avvenire. “La memoria di quell’evento – ha ricordato l’arcivescovo – ci sta invitando anche a riflettere su come le nostre comunità cristiane siano chiamate oggi ad annunciare il Vangelo alle nuove generazioni e a coloro che, da diverse parti dell’Italia e del mondo, sono venuti a vivere in questo nostro territorio”. Il presule anticipa alcune delle linee pastorali su cui lavorerà la Chiesa udinese nei prossimi mesi. “Quest’anno vorremmo ispirare le attività diocesane all’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV”, dice mons. Lamba: “L’umanità ha una dignità sua propria in virtù della creazione dell’uomo e della donna ‘a immagine e somiglianza di Dio’”. Mons. Lamba esorta le comunità cristiane a “mettersi sempre più al servizio della ‘magnifica umanità’ che vive in Friuli, attraverso la testimonianza di carità che nasce dal Vangelo”.