Africa: Wmo, sistemi di allerta precoce raddoppiati dal 2022. “Nessuno sia esposto a rischi prevedibili senza poter agire”

Accelerare e rafforzare i sistemi di allerta precoce per proteggere le popolazioni africane dagli eventi meteorologici estremi e dagli altri rischi legati al cambiamento climatico. È l’appello contenuto nella “Call to Action” adottata ad Addis Abeba al termine dell’Africa Early Warnings Forum, svoltosi dal 2 al 4 settembre con oltre 400 partecipanti provenienti da più di 50 Paesi africani. Dal lancio nel 2022 dell’iniziativa delle Nazioni Unite “Early Warnings for All”, che punta a garantire entro il 2027 sistemi di allerta multirischio per ogni persona nel mondo, sono stati compiuti progressi significativi in Africa: oggi 41 Paesi riferiscono sui propri sistemi di allerta e la loro completezza è più che raddoppiata. Restano tuttavia forti divari, soprattutto nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo, nei Paesi meno sviluppati e in quelli fragili. Servono maggiori investimenti nelle infrastrutture e nelle reti di osservazione, nel rafforzamento delle capacità previsionali e nella diffusione degli allarmi fino alle comunità più isolate. “Nessuna persona, comunità o Paese dovrebbe affrontare un rischio prevedibile senza avere i mezzi per anticiparlo, ricevere un’allerta e agire prima che vite e mezzi di sussistenza siano perduti”, afferma la dichiarazione di Addis Abeba. La Wmo-World metereological organization e i partner chiedono di considerare i sistemi di allerta multirischio come un servizio pubblico essenziale e un investimento strategico, con finanziamenti nazionali e internazionali stabili. Particolare attenzione dovrà essere riservata alle persone più vulnerabili, tra cui donne, bambini, anziani, persone con disabilità, sfollati e comunità remote. Tecnologia, intelligenza artificiale, sistemi di comunicazione mobile e cooperazione transfrontaliera dovranno contribuire a garantire che gli avvisi siano tempestivi, accessibili e traducibili in azioni concrete. Il 2027, sottolinea l’appello, “non deve essere una fine; deve essere una tappa”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo