“Quando accompagno i ragazzi in cattedrale lo sguardo è subito attirato da questa architettura verso l’alto. Subito, appena entri, lo sguardo va su. Perché questo è il movimento di conversione a cui il Signore costantemente ci chiama: non guardare solo dove metti i piedi, ma guarda in alto”. Così, mons. Paolo Giulietti, arcivescovo di Lucca, durante l’omelia della festa dell’Esaltazione della Santa Croce in cattedrale. Con lui ha concelebrato monsignor Fausto Tardelli, vescovo di Pistoia e Pescia, insieme a numerosi preti e diaconi e al Capitolo della cattedrale. “Purtroppo, non mancano le occasioni in cui anche noi, come Israele nel deserto, guardiamo in basso. Uno sguardo che nasce evidentemente dalla paura. Si guarda in basso perché si ha paura dei serpenti, si ha paura di essere morsi, si ha paura di perdere la vita, allora ci si sta attenti – continua l’arcivescovo -. In questi giorni tutti abbiamo sentito caldo e sappiamo che dobbiamo cambiare, ma abbiamo paura di farlo“. E ha concluso: “non ci salveremo continuando a guardare per terra, ma solo alzando gli occhi a Colui che ci attira a sé nel suo mistero di amore senza condizioni e senza confini. Guidati da questo sguardo, i nostri padri hanno fatto cose grandi e ci hanno lasciato cose belle. I problemi restano, ma se si alza lo sguardo ogni ostacolo è superabile, come Cristo che decide di passare attraverso la passione e la croce per entrare nella gloria”.