“Non accetteremo mai di tornare indietro: chiediamo che siano garantiti i diritti di tutti gli studenti fragili”. È l’appello lanciato da CoorDown, il Coordinamento nazionale associazioni delle persone con sindrome di Down, nel giorno dell’apertura del nuovo anno scolastico. La scuola e i diritti degli studenti con disabilità, osserva l’associazione, sono tornati al centro di dibattiti “che pensavamo archiviati per sempre”: tra le forze politiche italiane ed europee “c’è chi minaccia le fondamenta dell’inclusione scolastica, parlando di classi e scuole separate”. Provocazioni, forse, “ma che hanno un peso reale nella vita delle famiglie e di ragazze e ragazzi con disabilità”. CoorDown chiede al Governo, alla ministra per le Disabilità, al Parlamento, al Ministero dell’Istruzione e del merito e a tutto il mondo della scuola di vigilare “affinché il concreto accesso all’apprendimento sia garantito e condiviso da ciascun insegnante, in qualsiasi ruolo e disciplina”, anche riconoscendo, dove necessario, la necessità di integrare la propria formazione. Il sistema scolastico italiano, ricorda l’associazione, è considerato tra i più avanzati al mondo nel valorizzare le competenze di ciascuno, ma “l’attuazione dei diritti e delle norme passa attraverso la loro comprensione, accettazione e condivisione”. Gli strumenti previsti dalla normativa, avverte CoorDown, “vanno rispettati e devono dare vita a una concreta attuazione e non diventare uno stigma o un modo per isolare o, peggio, escludere dall’apprendimento”. Una scuola davvero inclusiva, conclude l’appello, si può definire solo “scuola per tutti”, dove l’inclusione sia “un concetto talmente connaturato da apparire superfluo”.