Mentre in Italia suona la campanella, in Terra Santa 169 scuole e 68.501 studenti rischiano di restare senza un futuro educativo. Lo denuncia Pro Terra Sancta, che ha attivato un Fondo Scuole per sostenere gli istituti in difficoltà. In Libano, Siria, Palestina e Giordania l’istruzione non è garantita dallo Stato e le scuole, spesso di tradizione francescana, sopravvivono grazie alle rette pagate dalle famiglie: la crisi economica e il conflitto in corso, però, hanno ridotto in miseria gran parte della popolazione, che oggi non è più in grado di sostenere questa spesa. Senza le rette, gli istituti non riescono a coprire i costi di gestione, a pagare gli stipendi degli insegnanti o a garantire riscaldamento e laboratori didattici, con il rischio concreto che un’intera generazione perda la possibilità di studiare. La rete conta 61 scuole tra Palestina e Israele, 47 in Giordania, 40 in Libano e 21 in Siria. “Le Scuole di Terra Santa non sono soltanto luoghi di istruzione: sono spazi dove bambini di estrazione differente crescono, studiano ed entrano in dialogo fianco a fianco, in un territorio segnato da profonde divisioni”, dichiara Tommaso Saltini, direttore di Pro Terra Sancta. “Preservarle significa proteggere non solo il diritto all’educazione, ma anche una delle poche esperienze concrete di convivenza pacifica rimaste nella regione”. Il Fondo Scuole servirà a coprire le rette delle famiglie più in difficoltà, garantire gli stipendi dei docenti e assicurare il funzionamento quotidiano degli istituti, presenti nei Luoghi Santi da cinquecento anni. È possibile contribuire con una donazione a partire da 20 euro sul sito web dell’organizzazione.