I membri del Comitato congiunto del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) e della Conferenza delle Chiese europee (Cec) si sono riuniti a Francoforte sul Meno e a Darmstadt, in Germania, dal 9 all’11 settembre. L’incontro si è concentrato sulla recezione della versione riveduta della Charta Oecumenica, sulla sinodalità e sui prossimi passi della cooperazione ecumenica. Al termine dei lavori, i partecipanti hanno pubblicato una dichiarazione congiunta, esprimendo solidarietà ai cristiani perseguitati e lanciando un appello per la pace, la giustizia e la riconciliazione. Un comunicato precisa oggi che “uno dei temi centrali è stata la versione riveduta della Charta Oecumenica, firmata congiuntamente dai due presidenti a Roma il 5 novembre 2025. I partecipanti hanno riflettuto sul processo di recezione del documento in Europa e su come tradurre i suoi impegni in pratica attraverso la preghiera, il dialogo, la formazione e la cooperazione concreta”. L’arcivescovo Nikitas (Cec) ha sottolineato che la versione riveduta della Charta Oecumenica invita le Chiese ad approfondire il loro impegno per l’unità dei cristiani e a tradurlo in una collaborazione significativa. “Le nostre Chiese condividono la responsabilità di camminare insieme e di offrire una testimonianza cristiana credibile, radicata nella riconciliazione, nella pace e nella speranza”, ha affermato. “Dopo il nostro incontro a Roma dello scorso anno sono stati compiuti passi avanti, ma la Charta Oecumenica non può rimanere soltanto un documento sulla carta. Deve diventare un impegno vivo, capace di orientare le nostre decisioni, rafforzare la nostra testimonianza comune e condurre a una cooperazione concreta tra i cristiani di tutta Europa”, ha dichiarato l’arcivescovo Grušas (Ccee)
Il Comitato congiunto ha inoltre affrontato il tema della sinodalità dal punto di vista cattolico, protestante, ortodosso e anglicano. Il confronto ha evidenziato – sempre secondo la nota diffusa – come la sinodalità sia essenziale per l’autocomprensione della Chiesa nelle diverse tradizioni cristiane. I partecipanti hanno sottolineato l’importanza dell’ascolto, del discernimento, della partecipazione e della comunione, approfondendo il modo in cui la sinodalità può rafforzare la cooperazione ecumenica e la comune testimonianza cristiana in Europa.
Il Comitato ha assicurato la propria preghiera a tutte le popolazioni colpite dai conflitti, in particolare in Ucraina, in Medio Oriente e in Terra Santa. Ha inoltre incoraggiato i cristiani in Europa e nel mondo a sostenere gli sforzi volti a promuovere la pace e a tutelare la vita e la dignità di ogni persona umana. La dichiarazione è stata firmata dall’arcivescovo Gintaras Grušas di Vilnius, presidente del Ccee, e dall’arcivescovo Nikitas di Thyateira e Gran Bretagna, presidente della Cec.