Una giornata di formazione per il clero diocesano dedicata alla storia e all’archeologia dei luoghi di Cassiodoro si è svolta a Squillace in occasione delle “Giornate Vivariensi 2026”, incentrate sulla restituzione dei risultati del Vivarium Project e pensato come occasione di conoscenza, condivisione e dialogo. La giornata ha preso avvio con la visita allo scavo archeologico dell’insediamento rurale romano di Ceraso. I partecipanti, accompagnati dal prof. Domenico Benoci e dalla dott.ssa Angelita Troiani, hanno potuto osservare da vicino il lavoro di ricerca e le evidenze emerse nel sito, insieme ai materiali archeologici rinvenuti durante le attività di scavo. A seguire, una conferenza ha consentito di approfondire obiettivi e prospettive del Vivarium Project, nato dall’interesse scientifico verso la figura di Cassiodoro Senatore, per il quale è in corso il processo di canonizzazione. Dopo i saluti del dott. Alfredo Ruga, funzionario della Soprintendenza ABAP per le province di Catanzaro e Crotone, è intervenuto mons. Claudio Maniago, arcivescovo di Catanzaro-Squillace, che ha evidenziato il valore non soltanto culturale, ma anche comunitario e pastorale di iniziative capaci di riscoprire e valorizzare le radici del territorio. Mons. Carlo Dell’Osso, segretario del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, ha richiamato la necessità di sostenere il progetto attraverso il coinvolgimento della diocesi, dei sacerdoti e delle istituzioni civili, sottolineando anche il valore dell’archeologia per la società contemporanea alla luce della Lettera apostolica di Papa Leone XIV per il centenario del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana. Don Maurizio Franconiere ha illustrato le ricadute culturali, turistiche e devozionali generate dal Vivarium Project a partire dal 2023, mentre il sindaco di Squillace, Enzo Zofrea, ha ribadito l’importanza della collaborazione tra enti e istituzioni del territorio intorno alla figura e all’eredità di Cassiodoro. Il prof. Domenico Benoci ha quindi presentato la dimensione transdisciplinare del progetto, finalizzato, attraverso lo studio dei luoghi cassiodorei, ad approfondire le dinamiche di formazione e di evoluzione dell’antica diocesi di Scolacium. Sono seguiti gli interventi dei componenti dell’équipe del Vivarium Project. Dante Palmerino ha illustrato metodi e risultati della ricerca archivistica; Giulia Spadanuda le tecniche di rilievo fotogrammetrico applicate allo studio del territorio e dei monumenti antichi; Lorenzo Turini le analisi antropologiche condotte su una sepoltura rinvenuta nel sito di Ceraso. A concludere i lavori, gli interventi dedicati alla restituzione visiva e alla comunicazione del progetto. Stefania Frustaci ha presentato un modello di vestiario filologicamente coerente con l’epoca di Cassiodoro, mentre Michela Franco, Stefano Fiorello e Andrea Pau hanno evidenziato l’importanza di costruire un’identità riconoscibile del Vivarium Project attraverso una comunicazione dinamica e un racconto fotografico capace di mettere in relazione il sito archeologico, il paesaggio e il territorio. Le “Giornate Vivariensi 2026” hanno così offerto al clero diocesano un’occasione per conoscere più da vicino il lavoro scientifico condotto nei luoghi legati a Cassiodoro e riflettere sul valore della memoria storica e archeologica come patrimonio culturale, ecclesiale e pastorale.