Diocesi: Sanremo, dietro le sbarre del carcere i volontari Caritas portano beni di prima necessità

Cento magliette a maniche lunghe e corte, 95 paia di scarpe, 119 pantaloncini e 130 mutande. È la lista degli aiuti distribuiti da inizio anno dai volontari Caritas nel carcere di Sanremo. Ai quali si aggiungono i 107 kit per l’igiene personale, come bagnoschiuma, shampoo, saponetta, spazzolino, dentifricio. Ogni settimana almeno quattro volontari rispondono ai bisogni di quei detenuti che, abbandonati da familiari e amici, non hanno alcuna possibilità economica. La maggior parte dei beni arriva dai fedeli tramite la Caritas diocesana, ma quest’anno il servizio ha potuto contare anche sul sostegno del Rotary Club di Sanremo e di Coop Liguria. Inoltre, quando le scorte lo permettono, una seconda squadra si occupa della distribuzione di cibo e acqua, forniti da un esterno, per i detenuti più indigenti. Il “pacco” è solo l’ultimo anello di una catena logistica rigorosa dove le procedure sono precise: si controlla che il richiedente non abbia effettivamente le risorse per provvedere da solo all’acquisto e monitoraggio digitale grazie a un software con cui i volontari verificano sul computer la frequenza delle richieste. L’obiettivo è evitare gli sprechi. Ma il momento più atteso rimane la partecipazione alla messa prefestiva all’interno dell’istituto penitenziario. È qui che avviene il contatto umano: i detenuti possono scambiare due parole con il mondo esterno, mentre i nomi scritti a penna sui sacchetti cessano di essere burocrazia e diventano dei volti.

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