Carceri: Alleanza per l’articolo 27, servono “umanità, aperture, visione moderna della pena”. Oggi la visita in 37 istituti

“Il carcere si è aperto al mondo esterno”. Lo sottolinea la neonata Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione, ricordando che oggi, 14 luglio, “in ben 37 carceri, oltre 350 persone si sono mobilitate in tutta Italia per vedere con i propri occhi le condizioni di detenzione e per chiedere di intervenire urgentemente nel nome della dignità delle persone detenute, oltre che dello stesso personale penitenziario. Una gran parte degli istituti penitenziari visitati ha mostrato condizioni di sovraffollamento insostenibile, che in alcuni casi è giunto addirittura al 250%, ed estreme carenze in termini di qualità degli ambienti, spazio minimo, caldo senza respiro, celle con letti a tre piani, aree aperte senza possibilità di proteggersi dal sole, assenza di frigo e ventilatori nelle celle”.
Le delegazioni hanno raccolto “la voce delle direzioni e degli operatori carcerari ma soprattutto, dove possibile, ascoltato anche le voci dal profondo della marginalità sociale che affolla i nostri istituti. Voci che lamentano non solo condizioni di vita difficilissime, ma soprattutto la mancanza di prospettive. Come rete ci siamo presi l’impegno di presentare un rapporto dettagliato di quello che abbiamo visto e vissuto, ma soprattutto quello di promuovere iniziative per una riforma delle pene e per un carcere diverso da quello attuale, che è spesso solo un ricovero della marginalità social”e.
116 morti dall’inizio dell’anno, di cui 33 per suicidio. “Oggi, mentre attraversavamo tanti muri di cinta in tutta la penisola – si legge in una nota dell’Alleanza -, i detenuti reclusi nelle carceri italiane erano 64.695. I posti realmente disponibili, al netto delle sezioni chiuse perché bisognose di ristrutturazioni mai effettuate, erano 46.228, con un tasso di affollamento su base nazionale del 140%. Molte singole situazioni – anche tra quelle da noi oggi visitate – presentano percentuali ben più elevate, che si traducono in mancanza di spazio vitale e di aria per respirare. Siamo stati ad esempio nel carcere milanese di San Vittore, dove l’affollamento è del 225%; a Foggia, dove è del 220%; a Regina Coeli, dove è del 189%”.
L’Alleanza chiede “umanità, aperture, visione moderna della pena e lancia alcune proposte, come l'”apertura estiva del carcere alla società civile, al volontariato, al mondo esterno. Ogni giorno i detenuti devono potere trascorrere, anche d’estate, almeno 8 ore fuori dalla cella in attività sensate”; “consentire telefonate quotidiane per tutti i detenuti presenti nella media sicurezza”; “prevedere la presenza di frigo e ventilatori in tutte le celle per rendere tollerabile il caldo estivo. Dotare le aree all’aperto di spazi ombrati con acqua a disposizione”: “chiudere tutti i reparti non abitabili dal punto di vista igienico/sanitario”; “convocare gruppi di osservazione e trattamento e prevedere un grande piano concordato di invio in misura alternativa di almeno 10mila persone nei prossimi due mesi”; “rinunciare alla costituzione di gruppi infiltrati di Polizia penitenziaria nelle carceri”. “Infine chiediamo al Parlamento di non approvare nuove norme penali sino alla fine della legislatura nonché prevedere provvedimenti di clemenza che riportino il carcere nella legalità costituzionale”.

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