Ambiente: Ingv, avviato un nuovo progetto di ricerca per comprendere relazione tra cambiamenti climatici, attività vulcanica e processi tettonici

Ingv

L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha avviato Vt-Claim (Volcano, Tectonic and Climate-Atmosphere Interactions through AI and Multi-source Data Integration), il nuovo progetto di ricerca sviluppato nell’ambito del programma “Pianeta Dinamico 2026-2029”, con l’obiettivo di comprendere le relazioni tra cambiamenti climatici, attività vulcanica e processi tettonici.
Vt-Claim punta a sviluppare un nuovo quadro scientifico per analizzare le possibili connessioni tra questi fenomeni attraverso l’integrazione di osservazioni satellitari, misure sul campo, modelli numerici avanzati e tecniche di Intelligenza artificiale. Il progetto supera l’approccio tradizionale, che studia questi fenomeni separatamente, adottando una visione del sistema Terra in cui clima, attività vulcanica e processi tettonici sono considerati componenti di un unico insieme complesso e interconnesso.
Tra gli aspetti più innovativi di Vt-Claim vi è lo sviluppo di una piattaforma integrata (Data Backbone) e di un motore di scoperta basato su Intelligenza artificiale (AI Discovery Engine) in grado di analizzare grandi quantità di dati e di individuare possibili relazioni causali tra fenomeni climatici, vulcanici e tettonici, successivamente validate attraverso modelli fisici ed esperimenti sul campo.
L’avvio del progetto è stato accompagnato da un incontro di coordinamento presso l’Osservatorio Etneo dell’Ingv, finalizzato alla definizione del programma scientifico e del piano di lavoro quadriennale.
Coordinato da Gaetana Ganci, prima ricercatrice della Sezione Osservatorio Etneo dell’Ingv, Vt-Claim coinvolge 120 ricercatori appartenenti a 17 istituzioni partner distribuite in 5 Paesi (Italia, Francia, Regno Unito, Islanda e Australia), riunendo competenze in vulcanologia, sismologia, geodesia, geochimica, climatologia, oceanografia, criosfera e Intelligenza Artificiale.
Le attività si concentreranno su tre aree di studio di particolare interesse scientifico: l’Islanda, la regione Mediterranea (con particolare attenzione all’Etna e alle Isole Eolie) e le regioni polari. I risultati del progetto contribuiranno a migliorare la comprensione delle relazioni tra clima e processi geodinamici, favorendo lo sviluppo di nuovi strumenti per la ricerca e per lo studio dei rischi naturali.

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