Salute e solidarietà: Roma, il 17 luglio a Villa Borghese proiezione del documentario “Africa, la mia vita. Don Luigi Mazzucato e l’avventura del Cuamm”

Si terrà venerdì 17 luglio, alle ore 16,30, a Roma, presso la Casa del Cinema a Villa Borghese, la proiezione di “Africa, la mia vita. Don Luigi Mazzucato e l’avventura del Cuamm”, all’interno di RomAfrica Film Festival. A dieci anni dalla scomparsa di don Luigi, il documentario, attraverso lo sguardo di alcuni giornalisti amici, ripercorre le tappe di un’avventura, quella del Cuamm, che è diventata “tutta la sua vita” e che resta come la sua più preziosa eredità. Interverranno per una breve presentazione del documentario il giornalista Piero Badaloni e il regista Nicola Berti.
Don Luigi Mazzucato era nato a Saccolongo (Padova) l’8 gennaio 1927. Ordinato sacerdote nel 1950, nel 1955 aveva conseguito la laurea in Teologia presso l’Università Gregoriana di Roma. Dal 1955 al 2008 è stato direttore e anima instancabile di Medici con l’Africa Cuamm. Quando nel settembre del 1955 fu chiamato a dirigere il Collegio universitario degli aspiranti medici missionari (Cuamm) aveva 28 anni e il Collegio ne contava appena cinque. Sotto la sua guida Medici con l’Africa Cuamm ha ospitato 280 studenti provenienti da 32 Paesi del Terzo mondo e parecchie centinaia di studenti italiani. Parallelamente, in quegli anni sono partiti con Medici con l’Africa Cuamm più di 1.000 medici e 300 tra infermieri e tecnici vari, con un impegno di servizio della durata media di 3-4 anni, alcuni anche per 8-10 anni o per tutta la vita.
L’11 novembre 2010 presso l’aula magna del Palazzo del Bo, don Luigi Mazzucato era stato insignito della laurea honoris causa in Istituzioni e Politiche dei diritti umani e della pace conferitagli dall’Università di Padova, nell’ambito delle celebrazioni per il sessantesimo di Medici con l’Africa Cuamm che si erano svolte alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Con all’attivo oltre 120 viaggi di missione nel continente africano, don Luigi ha continuato sino agli ultimi anni della sua vita ad accompagnare con la sua presenza silenziosa il lavoro del Cuamm. È morto il 26 novembre 2015.

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