I migranti sono “persone create a immagine e somiglianza di Dio, prima che di categorie giuridiche o di problemi da gestire”. Lo ha ribadito il Papa, durante l’incontro con le realtà di integrazione, nella Plaza de Cristo di San Cristobal de La Laguna, a Tenerife. “Dopo viaggi difficili e, a volte, diversi tentativi – ha proseguito – cercano qualcuno che dica loro, con i gesti prima che con le parole: la tua vita non è uno scarto, la tua sofferenza non è invisibile, la tua dignità non si è dissolta nelle acque che hai attraversato”. Ma i migranti, per Leone XIV, “cercano anche qualcos’altro: una possibilità concreta di ricominciare, di imparare, di lavorare, di servire, di partecipare, di non rimanere rinchiusi per sempre nella condizione di vittime”. Di qui il ringraziamento del Papa “alle tante realtà ecclesiali e civili che vanno oltre il primo soccorso e accompagnano percorsi di protezione, promozione e integrazione”, ma anche ai “tanti migranti che, provenienti dall’America Latina, dalle Filippine e da altre latitudini, sono già parte viva della comunità e, con la loro fede, il loro lavoro e i loro doni, contribuiscono a rinnovarla”. “Lasciatevi anche evangelizzare da loro”, l’invito ai presenti.