Diocesi: mons. Checchinato (Cosenza) a novello sacerdote, “non stancarti mai di accogliere, ascoltare e farti carico delle fragilità della gente”

“Che il tuo cuore sia mite, per non spaventare nessuno. Umile, per saper scendere nelle miserie di tutti. Accogliente, per essere il ristoro degli affaticati. Diventa il volto, lo sguardo e la carezza del cuore di Gesù per questo mondo che ha così tanto bisogno d’amore”. Lo ha detto ieri mons. Giovanni Checchinato, arcivescovo di Cosenza-Bisignano, nell’omelia pronunciata nel corso della celebrazione eucaristica durante la quale, in cattedrale, ha consacrato presbitero don Matteo Agapito Biamonte. Il presule bruzio ha riflettuto sul Sacro Cuore di Gesù, nei primi vespri della solennità.
“Abbi sempre compassione della stanchezza della gente, non stancarti mai di accogliere, di ascoltare e di farti carico delle loro fragilità”, uno dei consigli che mons. Checchinato ha rivolto al novello sacerdote. “La gente – ha detto il vescovo di Cosenza – verrà da te a confessare le proprie debolezze, a gridare la loro disperazione. Insegna loro che la loro miseria non è un ostacolo per Dio, ma la calamita che attira la sua misericordia”. Esortando don Biamonte nel suo ministero, mons. Checchinato ha proseguito: “Sii un confessore dal cuore largo, che sa valorizzare anche solo quel briciolo di fede fragile”. “Ricorda – ha detto ancora il presule – che la tua vocazione é un dono totalmente gratuito. Non essere mai un amministratore rigido della grazia, ma un canale generoso del perdono di Dio”.

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