Di fronte a una situazione bloccata, con le proteste sociali ormai attive da oltre un mese, la Chiesa cattolica boliviana e l’Ufficio del Difensore del popolo (Defensoría del Pueblo) hanno rotto gli indugi, lanciando una convocazione urgente ai rappresentanti provinciali e municipali per partecipare a un incontro denominato “Patto sociale per la pace e la riconciliazione”, con l’obiettivo di generare spazi di dialogo ed evitare una maggiore escalation di violenza.
La convocazione è stata resa nota mediante un comunicato congiunto firmato dal segretario generale della Conferenza episcopale boliviana, mons. Giovanni Arana, vescovo di El Alto, e dal Difensore del popolo, Pedro Callisaya. Nel documento, entrambe le istituzioni esprimono la propria preoccupazione per la situazione che vive il Paese e avvertono delle conseguenze che potrebbe avere l’aggravamento dei conflitti. “Abbiamo la speranza di trovare alternative per frenare l’alta tensione e conflittualità che colpiscono la Bolivia”, affermano nel comunicato, facendo particolare riferimento alla situazione che attraversano le città di La Paz, El Alto e diverse province del dipartimento di La Paz (departamento paceño).
I due soggetti promotori rivolgono un appello a tutti i settori coinvolti affinché diano la priorità alla ricerca di soluzioni pacifiche. Nel comunicato esortano a “deporre ogni atteggiamento che eviti di risolvere il conflitto” e a partecipare all’incontro con un atteggiamento di apertura, reciprocità e complementarità.