“La vergogna mondiale del lavoro minorile in epoca contemporanea esige dai cittadini italiani un duplice sguardo: quello rivolto al coinvolgimento di ognuno di noi nel ruolo di consumatore ai tempi di una globalizzazione ormai pienamente consolidata e quello di prossimità, legato ad una consapevolezza della pratica nella nostra Nazione”: così il presidente nazionale dell’Anmil, Amedeo Bozzer, in occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile che ricorre oggi.
“Quando affrontiamo nel dettaglio la piaga lavorativa del caporalato, oggi estesa ad una molteplicità di comparti, o le pratiche scorrette che con frequenza e modalità sempre più incalzanti emergono dai nuovi lavori su piattaforma, la postura che Anmil assume e diffonde per mezzo di un manifesto etico è rivolta ad un’azione civica di massa capace di disincentivare gli enormi profitti derivanti dallo sfruttamento di manodopera, incentivando – invece – un consumo consapevole”, spiega Bozzer sottolineando quanto sia importante il 12 giugno ricordare che, “dietro e dentro quelle variegate forme di sfruttamento, il compito di protezione dei diritti inalienabili del lavoratore si estende alle potenzialità di un futuro dignitoso per i loro figli. Dietro all’azione di contrasto alla libera circolazione di prodotti macchiati dal sangue proveniente da Paesi lontani, il rischio che quel sangue sia di infanzie spezzate è sempre più reale”.
“In questi giorni segnati dall’orrore dei fatti di Amendolara – continua Bozzer – è importante sottolineare che, a due passi dalle nostre case, lo stato di bisogno di migliaia di lavoratori segregati in condizioni inumane di sfruttamento si nutre di altrettanti bambini, bambine e adolescenti che, oltre a crescere nelle baraccopoli del fallimento del Piano urbano integrato del 2022 (volto alla sostituzione di tali alloggi con edifici ristrutturati dai fondi del Pnrr), vengono utilizzati in prima persona per le operazioni di raccolta nei campi”.
I dati sull’abbandono precoce dei percorsi scolastici in Italia “supera gli indici della media europea, così come quelli afferenti la povertà educativa, vale a dire il portare avanti il percorso dell’obbligo non acquisendo i livelli minimi di competenza – ricorda il presidente di Anmil –. Il dato complessivo racconta specularmente una variegata frattura sociale, alimentata da fragilità socioeconomiche e culturali che collide aspramente con gli articoli 31 e 34 della nostra Carta Costituzionale e che cela, nella gran parte dei casi, l’impiego di manodopera minorile irregolare atta a supportare il nucleo familiare colpito da indigenza”.
Un’analisi di Anmil sui dati Inail relativi all’ultimo quinquennio consolidato disponibile allo scorso mese di gennaio mostra come gli incidenti che investono lavoratori minorenni siano cresciuti costantemente soprattutto per le adolescenti. “Non dimentichiamo che l’impiego di lavoratori di età inferiore a quella minima legale di ammissione al mercato del lavoro (16 anni in Italia) non può che venire rintracciata nella voragine del lavoro nero, vale a dire nella più totale assenza di tutela e misure di prevenzione del rischio, sfuggendo completamente alle statistiche ufficiali”, rimarca Bozzer, per il quale “contrastare l’iniquità del lavoro minorile rientra nell’attuazione di quella rivoluzione di giustizia sociale demandata da tempo e per la quale il tempo è lungamente scaduto”.