G7: vescovi cattolici, “chiediamo di indicare la via della riconciliazione attraverso il dialogo e il mutuo rispetto”

(Foto ANSA/SIR)

“Con questo appello, noi, presidenti delle Conferenze episcopali dei Paesi membri del G7, pastori delle nostre Chiese e discepoli di Gesù Cristo, desideriamo mettere al servizio della pace e della comunità internazionale la capacità delle nostre Chiese di dialogo, di mediazione e di accompagnamento dei più vulnerabili”. Così si apre il documento “Costruire ponti per la pace, la giustizia e la dignità umana”, firmato dai presidenti delle Conferenze episcopali di Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia e Stati Uniti, con il sostegno del presidente della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea (Comece), in occasione del Vertice del G7 che si svolge dal 15 al 17 giugno a Évian-les-Bains, in Francia. Il testo individua quattro aree di intervento urgente: il rilancio del multilateralismo e del diritto internazionale; la centralità della persona nello sviluppo e nella solidarietà internazionale; la protezione dei bambini e dei giovani nell’era digitale; la responsabilità comune nei confronti del creato e dei migranti. I presuli chiedono ai leader del G7 di “riaffermare il loro impegno a favore di un multilateralismo autentico”, ricordando che “una pace duratura non può essere garantita solo dalla logica del potere o dalla corsa agli armamenti”. Esprimono “viva preoccupazione” per i tagli agli aiuti pubblici allo sviluppo e chiedono di non far “gravare sulle popolazioni più fragili il costo delle nuove priorità strategiche”. Hanno firmato il documento i cardinali Jean-Marc Aveline, Tarcisio Isao Kikuchi e Matteo Zuppi, e i presuli Paul Coakley, Richard Moth, Pierre Goudreault, John Keenan e Heiner Wilmer. Il documento è sostenuto da mons. Mariano Crociata, presidente della Comece.

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