“Chi colpisce un luogo di culto colpisce una comunità intera e ferisce il patto di convivenza del nostro Paese. La comunità islamica italiana non può essere lasciata sola di fronte a una spirale di odio che va riconosciuta, prevenuta e contrastata con serietà dalle istituzioni”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Unione delle Comunità islamiche d’Italia (Ucoii), Yassine Baradai, a seguito dell’attentato incendiario che nella notte tra il 10 e l’11 giugno ha colpito la moschea di via del Collegio a Cagliari, un luogo di culto della comunità musulmana sarda.
Baradai – viene spiegato in un comunicato – ha immediatamente sentito telefonicamente l’Imam della comunità di Cagliari, esprimendo la più profonda solidarietà – “umana, prima che istituzionale” – dell’Ucoii e delle Comunità islamiche a essa aderenti. Ha inoltre sentito il referente Ucoii per la Sardegna, con cui è in stretto contatto per seguire da vicino la vicenda e le necessità della comunità locale.
Non si tratta di un caso isolato, viene rilevato nel comunicato: “Quando la violenza simbolica colpisce un luogo di preghiera, il messaggio è rivolto a un’intera comunità: ‘Non sei al sicuro’. È un messaggio che affonda le sue radici in un clima più ampio, quello in cui la retorica dell’esclusione, dell’ostilità verso i musulmani e della paura calcolata viene legittimata da chi ha la responsabilità di guidare, non di dividere.
Le parole producono conseguenze. La retorica che presenta i musulmani come una minaccia, un problema, un pericolo, normalizza l’odio e crea il terreno in cui questi gesti germogliano. Non è un atto contro un edificio. È un atto contro una comunità”. “Chiediamo che la magistratura faccia piena luce e che le istituzioni tutte garantiscano la sicurezza dei luoghi di culto”, proseguono dall’Ucoii. Per questo il Baradai ha scritto al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per chiedere misure urgenti di tutela dei luoghi di culto e delle comunità islamiche in Italia, a partire dalla garanzia di sorveglianza e dalla tempestività delle indagini. Richiesto inoltre il monitoraggio dei gruppi estremisti anti-musulmani e islamofobi presenti sul territorio italiano e l’apertura di un tavolo di confronto istituzionale con le organizzazioni islamiche rappresentative, per condividere misure di prevenzione e protezione. “La libertà religiosa – concludono dall’Ucoii – è un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione. I luoghi di preghiera devono essere luoghi sicuri per tutti”.