Nel 1726, con bolla di Papa Benedetto XIII, la diocesi di Lucca, già direttamente soggetta alla Santa Sede, venne elevata al rango di arcidiocesi. Un passaggio storico – viene sottolineato in un comunicato – che segnò una svolta profonda, per la contestuale perdita della jura vescovile e quindi del potere temporale da parte dei vescovi lucchesi. Un passaggio che non fu solo un mutamento giuridico, ma l’inizio di una nuova stagione di impegno pastorale e civile che ha plasmato l’identità lucchese fino ai giorni nostri.
Nell’ambito delle celebrazioni del 300° anniversario di questo momento fondamentale per la Chiesa locale, la bolla papale che decretò questo cambiamento sarà al centro della conferenza in programma nel pomeriggio di oggi, venerdì 12 giugno. Dalle 17, presso l’auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca, Raffaele Savigni, già professore ordinario di Storia medievale nell’Università di Bologna ed esperto di ecclesiologia e di storia delle istituzioni ecclesiastiche, illustrerà il prezioso documento, conservato in originale nel fondo Tarpea dell’Archivio di Stato di Lucca, analizzando il testo e illustrandone le premesse religiose e politico-culturali. La bolla, viene evidenziato, rappresenta il punto di arrivo di un processo plurisecolare di progressiva esaltazione della dignità della Chiesa di Lucca che – secondo una tradizione diffusa fin dal XIII secolo – sarebbe nata grazie all’opera evangelizzatrice di San Paolino e sarebbe stata la prima diocesi toscana ad accogliere la fede cristiana.
Al termine della conferenza è prevista una visita guidata alla mostra “Trame di storia, segni di fede” che racconta tre secoli di identità lucchese tra arte, documenti inediti e devozione al Volto Santo. Curata da don Marcello Brunini, l’esposizione ripercorre la cronotassi dei ventidue arcivescovi che si sono succeduti alla guida della Chiesa locale. Il racconto è affidato a un prezioso corpus di materiali, tra cui documenti rari dell’Archivio storico diocesano, volumi e testimonianze della Biblioteca diocesana “Mons. Giuliano Agresti”, opere d’arte provenienti dal Complesso museale e archeologico della Cattedrale di San Martino. Particolare rilievo è dato al legame tra la città e il Volto Santo, fulcro della devozione e simbolo identitario in cui si riconosce l’intera comunità. La mostra, presso il Palazzo delle Esposizioni della Fondazione Banca del Monte di Lucca, sarà visitabile fino a domani, sabato 13 giugno.