Housing sociale: diocesi Bolzano-Bressanone, al via i lavori a Casa Helena per 21 alloggi a canone calmierato

Ventuno appartamenti a canone calmierato per rispondere all’emergenza abitativa in Alto Adige. Con la simbolica prima badilata è partito oggi a Nova Ponente il progetto “Casa Helena”, uno dei primi interventi realizzati nell’ambito del nuovo modello provinciale di edilizia residenziale di utilità sociale. Il complesso sarà costruito dall’Istituto diocesano per il sostentamento del clero (Idsc) nella zona Maarhof e prevede bilocali, trilocali e quadrilocali destinati all’affitto a prezzi accessibili, con consegna prevista entro novembre 2027. Alla cerimonia di avvio dei lavori il vescovo di Bolzano-Bressanone, mons. Ivo Muser, ha richiamato il valore sociale dell’abitare: “Una casa non è solo una questione di costi e metri quadrati, ma significa dignità, sicurezza e prospettive di vita”. Pur riconoscendo che la Chiesa “non può risolvere da sola il problema degli alloggi”, il presule ha sottolineato la responsabilità ecclesiale “laddove esiste la possibilità concreta di intervenire”.
Il progetto nasce sulla base della riforma provinciale dell’edilizia abitativa entrata in vigore nel 2025 e sostenuta con contributi pubblici destinati agli enti senza scopo di lucro. L’assessora provinciale all’edilizia abitativa, Ulli Mair, ha definito l’avvio del cantiere “un nuovo capitolo nella politica abitativa altoatesina”. Secondo i responsabili dell’Idsc, Andreas Wenter e Andreas Mumelter, il progetto rappresenta una risposta concreta alla crescente difficoltà, anche per chi lavora, di trovare alloggi sostenibili. L’iniziativa si inserisce in un più ampio impegno delle istituzioni ecclesiastiche locali: attualmente enti e realtà diocesane gestiscono 547 alloggi e stanno elaborando nuovi progetti di housing sociale in collaborazione con diversi Comuni del territorio.

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