Eurostat: aumentano i lavoratori con formazione in tecnologie dell’informazione. Ma il settore è quasi tutto maschile

È cresciuta in un anno del 5,1% la fetta di lavoratori con una formazione in tecnologie dell’informazione e della comunicazione (tic): si è passati dai 3,2 milioni nel 2024 ai 3,4 milioni nel 2025. Questo resta però un settore per la stragrande maggioranza maschile: uomini sono l’83,4% (2,8 milioni) degli occupati con questo tipo di formazione. Le donne nel settore in 10 anni sono passate da 0,4 a 0,6 milioni, ma di fatto la loro percentuale sul totale degli occupati è rimasta invariata al 16,6%. Se si scompone la media nazionale per Paesi Ue, a registrare le quote più elevate di uomini sul totale degli occupati con una formazione in tic sono la Repubblica Ceca (92,9%), la Slovenia (89,1%), la Lettonia (89,0%), la Lituania (88,9%) e la Slovacchia (88,4%). Per contro, le percentuali minori di uomini e quindi maggiori di donne impiegate con una formazione in ambito Itc si rintracciano in Danimarca (30%), Svezia (29,8%), Romania (28,6%), Bulgaria (25,6%) e Croazia (25,2%). Per la stragrande maggioranza (74,8%) si tratta di persone che hanno un diploma universitario magistrale. Il restante 25,2% ha un’istruzione secondaria superiore o una laurea breve. In questo spaccato l’Italia è tra i Paesi il fanalino di coda con solo il 30,8% di occupati in possesso di laurea magistrale. All’altro lato della classifica la Danimarca, dove questa fetta costituisce il 97,7%.

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