Diocesi: mons. Pompili (Verona), “credere avvia un processo di libere scelte nelle pieghe della storia umana”

(Foto diocesi di Verona)

San Zeno rimane un maestro e testimone importante anche oggi: pur autodefinendosi “un uomo senza cultura e incapace di parlare” – come ha ricordato il successore, mons. Domenico Pompili – a secolo di distanza continua a indicare la via alla Chiesa di Verona, forte del suo essere uomo di fede e pensatore profondo.
Nel tardo pomeriggio di mercoledì 20 maggio si sono celebrati i primi vespri della solennità patronale di San Zeno nella basilica che ne custodisce le spoglie mortali. Alle autorità civili e militari convenute insieme agli amministratori locali, il vescovo Pompili ha rivolto il Discorso alla città invitandoli, pur in mezzo alle fatiche e alle responsabilità, a imparare a sorridere come ci propone l’iconografia classica del San Zen che ride, il quale “è l’immagine di un adulto che dà fiducia e che ispira fiducia”. A questo sorriso dovrebbe corrispondere, secondo il presule, anche uno sguardo benevolo e azioni concrete verso i giovani che negli ultimi anni si sono mobilitati per alcune questioni importanti legate all’economia, ai diritti e al futuro collettivo, ma che rischiano sempre di autoconfinarsi nel “ritiro, adattamento al ribasso delle aspettative, rinuncia ad investire nel futuro del proprio Paese”. A conclusione del vespro il vescovo con le autorità si sono recati alla tomba di san Zeno per affidare nella preghiera la Chiesa e la città di Verona al patrono. Infine, è stato consegnato agli amministratori il Bilancio etico-sociale 2025 di Caritas diocesana veronese.
Giovedì 21 maggio, alle 18.30, si è celebrata la messa e mons. Pompili ha commentato un’immagine tipica dell’Apocalisse, l’Agnello, tanto cara a San Zeno per il quale “diventa la chiave per ricondurre la fede cristiana alla sua autenticità”. Richiamando il Discorso 38 (II, 43) “Sulle Dodici costellazioni ai neofiti”, il presule ha commentato: “Non è vero che si nasce sotto una buona o una cattiva stella! Ciascuno di noi è libero di scrivere il proprio cammino perché la sua vita non è già segnata per sempre. Certo, la nostra libertà è condizionata dalle esperienze, oltre che dai tratti ereditari. Rimane, tuttavia, sempre uno spazio libero, che fa appello alla nostra responsabilità”. Ha aggiunto come credere sia un atto di libertà che sottrae al destino e un atto di fiducia “che avvia un processo di libere scelte nelle pieghe della storia umana”. Al termine della messa l’assemblea si è spostata alla tomba del patrono dove il sindaco di Verona insieme agli omologhi dei Comuni del territorio del Vicariato del Lago bresciano, hanno offerto l’olio che arderà nel prossimo anno, come atto di affidamento e gratitudine. Dalle parrocchie di quel Vicariato anche i coristi che si sono uniti per animare il canto liturgico.

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