Azzardo: l’allarme di Caritas Ambrosiana. La criminalità fa affari. Don Mapelli, “questione di legalità”

Il Sistema Caritas ha sviluppato nel tempo una serie di interventi atti a prevenire e contrastare i guasti sociali e culturali dell’azzardo, condotti sotto la propria responsabilità o all’interno di reti di collaborazione con altri soggetti territoriali. Diverse le azioni di sensibilizzazione, prevenzione, assistenza e supporto che sono state intraprese. La battaglia per una più rigorosa regolamentazione dell’azzardo “non deve però far trascurare l’esigenza di affrontare il fenomeno anzitutto sul piano educativo e culturale”, spiegano da Caritas Ambrosiana. “Proprio in nome di questa esigenza – intervengono Erica Tossani e don Paolo Selmi, direttori di Caritas Ambrosiana – abbiamo ritenuto di dare seguito all’elaborazione dei dati sull’azzardo, avviata da Caritas l’anno scorso. È uno sforzo che mettiamo a disposizione di parrocchie e realtà locali, che possono chiederci dati riferiti ai rispettivi Comuni e decanati, per accrescere la consapevolezza delle comunità e imbastire, insieme a soggetti istituzionali e associativi, a cittadini e fedeli di buona volontà, iniziative in ambito territoriale. I nostri servizi e sportelli incontrano sempre più spesso persone la cui povertà, le cui fratture famigliari e la cui solitudine sono intrecciate a malsane forme di dipendenza dall’azzardo. La Chiesa e la diocesi non possono né intendono sottrarsi a una sfida che sembra figlia di scelte esclusivamente individuali ed è invece frutto di condizionamenti di sistema, che sottomette la dimensione ludica dell’esperienza umana alla dimensione esclusiva del guadagno economico, che sospinge le donne e gli uomini del nostro tempo, anche quando giocano, a isolarsi in bolle di sterile autoreferenzialità, invece di immergersi in una sana e creativa relazionalità”.
La piovra dell’azzardo legale, “oltre a costituire un esempio di autolesionismo senza pari per la società e l’economia del Paese, intreccia peraltro i suoi tentacoli con quelli delle organizzazioni criminali”, insiste Caritas Ambrosiana. “L’esperienza – avverte don Massimo Mapelli, responsabile Caritas per la zona pastorale VI (Melegnano) e presidente dell’Associazione Ucapte e della Libera Masseria di Cisliano (Mi), realtà impegnate nella lotta per la legalità – insegna che l’equazione ‘gioco legale = gioco sicuro’ non regge: anni di inchieste dimostrano che le due forme di gioco coesistono e le abitudini e le dipendenze maturate con il gioco legale inducono molti a transitare in canali di gioco illegale. Se a ciò si aggiunge che, specie in certi territori, si ricorre all’azzardo legale per ripulire capitali illeciti, investendoli in luoghi, attrezzature e piattaforme di gioco, se ne ricava un’ulteriore conferma della necessità di regolamentare più efficacemente il settore”.

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