Nel giorno in cui si celebra la Festa dei Lavoratori, Loppiano, cittadella internazionale del Movimento dei Focolari, a poco più di trenta chilometri da Firenze, ospita una nuova edizione del Primo Maggio di Loppiano, il festival della fraternità che, dal 1973, attira sul suo altopiano, giovani da ogni parte d’Italia e d’Europa. “Roots (radici), alla scoperta di ciò che ci unisce”, è il titolo dell’appuntamento del 2026. “In questo tempo che viviamo, segnato da conflitti, paure, morte, disuguaglianze e precarietà, in particolare per i bambini, i ragazzi e i nostri coetanei che vivono in Paesi in guerra, sentiamo che anche noi non possiamo vivere in pace, indifferenti. La nostra pace non può esistere senza quella degli altri”, spiegano Emily e Kiara Zeidan, due dei giovani organizzatori del festival. “Per questo con “Roots” – aggiungono – vogliamo scendere in profondità, fare memoria delle nostre diverse origini e radici culturali, familiari, sociali, religiose, non per barricarsi dietro ai muri delle differenze, alimentando paura e diffidenza verso l’altro, ma per generare insieme qualcosa di nuovo. Per contribuire, attraverso il dialogo, a costruire una cultura dell’incontro, a tessere legami di amicizia sociale, promuovendo un mondo più giusto e fraterno”.
La giornata del Primo Maggio si apre alle 11, con un momento di riflessione e provocazione dal palco dell’Auditorium della cittadella (Via San Vito, 48 – Figline e Incisa Valdarno, FI). Poi, alle 12, l’inaugurazione dell’Expo internazionale della fraternità, in cui oltre 30 realtà accolgono i visitatori offrendo spazi di dialogo vivo e personale. Tra i Paesi e le aree geografiche rappresentate figurano anche Medio Oriente, Myanmar, Nigeria, Stati Uniti e Venezuela. All’Expo partecipano anche numerose realtà associative locali, nazionali e internazionali, tra cui Centro Sportivo Italiano, Città Nuova Editrice, Economia Disarmata, Gen Rosso, Gen Verde, Istituto Universitario Sophia, Movimento Laudato Si’, Nuovi Orizzonti, Polo Lionello Bonfanti, contribuendo a rendere l’Expo uno spazio concreto di confronto e fraternità.
Nel pomeriggio, alle 16, il palco dell’Auditorium della cittadella si illumina con “Ciò che ci unisce”, lo spettacolo di teatro musicale frutto di un laboratorio che ha coinvolto, durante l’ultimo anno, un gruppo di giovani creativi e professionisti. La giornata del 1° maggio a Loppiano culmina con una performance collettiva all’aperto di cui tutti i partecipanti a “Roots” saranno protagonisti. Per partecipare al Primo Maggio di Loppiano, festival della fraternità, basta acquistare il pass in loco il giorno stesso dell’evento.