Matrimonio e fede: Dicastero Laici, famiglia e vita, confronto sulla formazione dei futuri pastori per la pastorale familiare

Come formare pastori capaci di accompagnare giovani, fidanzati e sposi a vivere il matrimonio cristiano come autentica esperienza di fede, in un contesto culturale segnato dalla secolarizzazione? A questa domanda ha cercato di rispondere il seminario di studio “Sacramento del matrimonio, fede e munus docendi”, svoltosi il 28 aprile alla Casina Pio IV in Vaticano. L’iniziativa, promossa dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, ha riunito circa 75 tra rappresentanti della Curia romana, rettori, docenti e formatori dei seminari. Ad aprire i lavori è stato il card. Kevin Farrell, prefetto del Dicastero, che ha richiamato l’esperienza maturata negli ultimi dieci anni grazie all’ascolto dei vescovi nelle visite ad limina. Due i dati di realtà evidenziati: la difficoltà, da parte della formazione sacerdotale, nel generare alla fede giovani e famiglie e, parallelamente, la fragilità crescente delle famiglie nella trasmissione della fede alle nuove generazioni. Una consapevolezza che, pur rivelando fatiche e scoraggiamento nella pastorale familiare, può diventare occasione per ripensare con maggiore lucidità ed efficacia l’azione ecclesiale. Nel suo intervento sulla sacramentalità del matrimonio, don Andrea Bozzolo, rettore della Pontificia Università Salesiana, ha sottolineato l’urgenza di formare presbiteri capaci di accompagnare i giovani a celebrare il matrimonio come evento di fede, superando il rischio di ridurlo a semplice atto rituale o sociale. A sua volta don Fabio Rosini, docente di Teologia pastorale e Omiletica alla Pontificia Università della Santa Croce, ha insistito sulla necessità di una formazione che abiliti i futuri pastori a una vera “pedagogia della fede”, capace di sostenere processi reali di maturazione cristiana. Dal confronto è emersa la consapevolezza che il matrimonio è ancora troppo poco colto come vocazione ecclesiale e come luogo privilegiato di generazione e trasmissione della fede. La sfida, hanno concluso i partecipanti, è custodire un approccio interdisciplinare che tenga uniti fede, annuncio e matrimonio, per rispondere alle esigenze della nuova evangelizzazione.

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