“Il lavoro continua a occupare gran parte della vita della maggioranza delle persone. Tuttavia si lavora per vivere, non il contrario. Il lavoro è al servizio della persona, non il contrario”. Lo afferma Johann Kiem, referente per i Problemi sociali e il lavoro della diocesi di Bolzano-Bressanone, in occasione del 1° maggio, giorno in cui la Chiesa cattolica celebra la festa di San Giuseppe lavoratore.
L’artigiano Giuseppe – viene ricordato in una nota della diocesi altoatesina – conduceva una vita di fede semplice ma profondamente radicata. Il suo lavoro non era una cosa secondaria, bensì espressione della sua responsabilità e della sua diligenza.
Kiem richiama l’attenzione sulla dignità del lavoro e dei lavoratori con l’opuscolo proposto dalla Commissione diocesana per i Problemi sociali e del lavoro. La diocesi di Bolzano-Bressanone sottolinea che oltre al classico lavoro retribuito esistono anche attività preziose ma per lo più non retribuite (l’educazione dei figli, l’assistenza agli anziani e ai malati, ecc.), che spesso sono invisibili, di natura privata e, nella percezione pubblica, considerate di minor valore. “Invece proprio questo impegno appassionato – che mette in luce in modo particolare la dimensione sociale del lavoro, la sua importanza per il bene comune – dovrebbe essere maggiormente considerato e valorizzato”, conclude Kiem.