“Perché si affermino la pace e la giustizia occorre rompere le catene della corruzione, che sfigurano l’autorità, svuotandola di autorevolezza”. È l’appello del Papa, nel suo primo discorso in Camerun, rivolto alle autorità, alla società civile e al Corpo diplomatico. “Occorre liberare il cuore da quella sete di guadagno che è idolatria”, ha denunciato Leone XIV: “il vero guadagno è lo sviluppo umano integrale, ossia la crescita equilibrata di tutti gli aspetti che rendono la vita in questa terra una benedizione”. “Il Camerun possiede le risorse umane, culturali e spirituali necessarie per superare le prove e i conflitti e avanzare verso un futuro di stabilità e prosperità condivisa”, ha garantito il Papa: “Bisogna che l’impegno comune a favore del dialogo, della giustizia e dello sviluppo integrale trasformi le ferite del passato in sorgenti di rinnovamento”. Di qui la necessità di una duplice testimonianza: la prima “si realizza nella collaborazione tra i diversi organi e livelli amministrativi dello Stato a servizio del popolo e specialmente dei più poveri”, la seconda “si realizza collegando le vostre responsabilità istituzionali e professionali a un’integra condotta di vita”.